Categorie: Opening

La pittura di Théodore Strawinsky

di - 25 Maggio 2018
Casa De Rodis, nel cuore del centro storico di Domodossola, apre con una mostra che raccoglie un grande corpus delle opere dell’artista russo Théodore Strawinsky, dal titolo: “La trasfigurazione poetica”, a cura di Carole Haensler Huguet dal 27 maggio al 27 ottobre 2018.
A più di 40 anni dall’ultima esposizione italiana, torna in Italia, grazie alla collaborazione di Casa de Rodis, già sede dal 2014 della Collezione Poscio, con la Fondazione Theodore Strawinsky, un’antologica di questo artista, figlio del celebre compositore dei Ballet Russes, Igor Strawinsky, che rivoluzionò, insieme a Sergeij Djagilev l’ambito della danza nei primi del ‘900.
Proprio grazie ai ballets russes, e nello specifico lo spettacolo Parade, il piccolo Stranwinsky si innamora dell’arte e del teatro guardando da dietro le quinte le scenografie di Pablo Picasso. Inizia a disegnare e al tempo stesso impara la preparazione della tela dal suo mentore André Derain. Muove così ancora vent’enne i primi passi come scenografo, agli inizi degli anni Trenta per la Loira di Andre Obey presentata a Parigi, e poi in tourné in Francia, Belgio e Svizzera. Proprio in quest’ultimo Stato si trasferisce agli inizi degli anni Quaranta per rimanervi. In questa fase della sua vita inizia a realizzare opere per luoghi di culto, producendo oltre quaranta lavori, tra pitture murali, vetrate, mosaici, arazzi e incisioni su marmo, legandosi ad artisti con la medesima sensibilità per il sacro, come Léger, Lurcat, Rouault, Matisse e Chagall. Dunque, la committenza ecclesiastica sembra la congiunzione tra Domodossola e Strawinsky, infatti una sezione della mostra è dedicata proprio ai disegni preparatori per affrescare i 170 mq del muro esterno del santuario di Getsemani a Casale Corte Cerro, non distante appunto dalla cittadina principale di Val d’Ossola, dove ancora oggi è possibile vedere le opere originali, realizzate nel 1972.
Ma oltre a questa sezione specifica che potremmo definire “dell’incontro” tra l’artista e il territorio, la mostra analizza tutto il percorso creativo dell’artista, concentrandosi su 4 grandi temi del suo percorso creativo: il paesaggio, la natura morta, il ritratto e il nudo. Temi classici che l’artista reinterpreta secondo un’indagine tutta interiore, che pur tuttavia mantiene la sostanza degli oggetti e dei corpi, non sfociando mai nell’astrattismo. Nonostante le sue illustri frequentazioni, soprattutto con il cubismo, sembra aver mantenuto una propria autonomina pittorica, fondata essenzialmente più che sulla sintesi, sulla memoria. Non a caso i suoi paesaggi sono in definitiva quegli stessi attraversati, abitati e lasciati nel corso della sua vita esposta ad un continuo peregrinare. In definitiva senza una propria “heimat”, una propria terra, è il proprio corpo a divenire quella radice, divenendo l’unico luogo in cui mantenersi stabile nonostante tutto. La pittura diviene così la rivelazione del proprio sé, un mantenimento della propria memoria che così non svanisce, ma resta legata piuttosto che ad un luogo (la propria casa), ad un’immagine (le sue opere). Così anche i ritratti hanno un valore documentario, svelando anche il suo universo personale e intimo. Potremmo proseguire per le sue nature morte. Una riflessione che parte dal proprio quotidiano, oggetti casuali e semplici che sono solo un modo per entrarvi dentro (dentro di noi?), realizzati con diversi medium, disegno a matita o carboncino, pastello, olio. Infine i suoi nudi, che ad una linea sinuosa, contornante unisce una linea frammentata e scomposta rappresentando una forma che sembra porsi al limite estremo tra osservazione e ricordo.
La sua è una pittura psicologica, che come avverte il titolo stesso della mostra, trasfigura le cose.  Potremmo parlare infine di propensione a figurare mondi, ad instaurare un rapporto dialogico tra opera e spettatore, comunque sia di metafisica. Una metafisica d’oltralpe.  Dunque una mostra che fa nuova luce su un artista e con lui tutto un contesto culturale, come quello svizzero, ancora poco noto al pubblico italiano. (Marcello Francolini)
Info:
Dal 27 maggio al 27 ottobre 2018           
Théodore  Strawinsky  La  trasfigurazione  poetica                    
Casa De  Rodis                      
Domodossola (VB), Piazza  Mercato.                
Sabato  e  domenica  dalle  10.00  alle  13  e  dalle  14,30  alle  19.00 (altri  orari  su  prenotazione)
info@collezioneposcio.it www.collezioneposcio.it                                                                   

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