Categorie: Opening

Umberto Ciceri da Senesi Contemporanea

di - 9 Dicembre 2018
Umberto Ciceri è conosciuto per i suoi quadri lenticolari che si ispirano all’arte cinetica, ma l’opera più importante che si presenta oggi nella sua personale londinese da Senesi Contemporanea, è dedicata alla Dichiarazione universale dei diritti umani di cui ricorrono, sempre nella giornata odierna, i settanta anni dalla firma. Per un’anteprima abbiamo intervistato il curatore della mostra, Angelo Crespi.
Oggi si celebrano i settant’anni dalla firma della Dichiarazione universale dei diritti umani, la Carta che meglio di ogni altra esalta e promuove la nostra civiltà. Per l’occasione hai curato la mostra di Umberto Ciceri che apre proprio oggi a Londra, alla Senesi Contemporanea in Dover Street. Puoi spiegarci nel dettaglio questo progetto?
«Umberto Ciceri è uno degli artisti più accreditati della seconda generazione della Op Art e i suoi lavori lenticolari sono tra i più interessanti sulla scena mondiale, proprio in questi giorni in mostra alla fiera di Miami. Non è un caso che, pur bolognese di origine, Ciceri da molti anni viva a Barcellona e abbia acquisito un gusto internazionale, tra concettuale e astrattismo, tale da renderlo ormai pronto ad affrontare anche tecniche diverse da quelle dell’arte cinetica classica a cui ci ha abituato. In questo caso, si tratta di un trittico “Human fights, rights, lights” (qui i link per vederne un breve estratto (https://vimeo.com/94373583, https://vimeo.com/300093867, https://vimeo.com/303543731, https://vimeo.com/295865228), di grande potenza evocativa e raffinata intensità poetica, composto da tre video in cui vengono proposti i trenta articoli che sublimano icasticamente i diritti fondanti la nostra civiltà e che, nella loro versione laica e in una chiave universalista, dovrebbero o avrebbero dovuto nelle intenzioni e nelle speranze degli estensori, imperniare tutte le aggregazioni umane e le nazioni, qualsiasi fossero le ideologie politiche, i regimi, le religioni. Come tutte le dichiarazioni di questo genere, al di là dei contenuti di alto valore morale e civile, la prosa risulta spesso enfatica e magniloquente, a metà tra il rigorismo formale del diritto e la scontata enumerazione, e per questo motivo appare ancora più esaltante la forza mitopoietica di Ciceri che tende a ricreare la Carta e proporla sotto forma di arte. Nel primo atto, Ciceri assembla una serie di celebri “KO” del pugilato dagli anni Cinquanta, li vira in un giallo corrusco, mentre uno speaker urlando con la stessa foga dell’originale, segue l’incontro recitando il testo degli articoli, così che la concitazione del testo verbale, in puro stile telecronaca, coincida con le immagini delle fasi finali dell’incontro, e nel parossismo della recitazione non è più chiaro se sia il soccombente o l’assaltante il difensore dei diritti. Nel secondo atto, la costruzione si fa più ardita e quasi commovente nella sua bellezza multisensoriale: il testo in tedesco della dichiarazione è stato trascritto in musica sulle cantate di Bach mantenendo il contrappunto, e viene recitato a quattro voci da soprano, contralto, tenore e basso, ripresi da una telecamera e poi sfocati fino al limite dell’ectoplasma. Il terzo atto, infine, ripropone ancora la danza della Plisetskaia i cui movimenti sono sincronizzati coi battiti del cuore, che a loro volta traducono gli articoli della dichiarazione, fino a fondersi in un unico suono, armonia quasi celeste dell’universo».
Ormai da tempo lavori come resident curator nella sede londinese della Senesi Contemporanea. Un primo bilancio di questa esperienza oltremanica per la galleria italiana che, con altro marchio (Liquid Art System), ha quartiere generale tra Capri e Positano?
«La Senesi Conteporanea è aperta da poco più di un anno in una delle zone strategiche dell’arte contemporanea mondiale, proprio in Dover Street, nel centro del centro di Mayfair, con uno spazio duplice, diviso tra una project room e una parte più istituzionale, che permette di esporre forme diverse di arte. Siamo partiti nell’ottobre del 2017 con una personale di Michele Ciacciofera, reduce dalla Biennale di Venezia e da Documenta di Kassel, che portava per l’occasione alcuni suoi nuovi lavori in ceramica e terracotta dedicati agli archetipi dell’antica civiltà Shardana e micenea. Abbiamo continuato con due video artisti di eccellenza, come il francese Ange Leccia (celebre per una sua esposizione al Palais de Tokyo a Parigi) e la libanese Mireille Kassar. Poi, abbiamo esposto la cilena Livia Marin che lavora con la ceramica. Infine, un inedito Luca Pignatelli che ha proposto, per la prima volta, a Londra le sue opere su tappeti persiani.  Il bilancio, dopo solo 13 mesi di lavoro, è molto positivo. Ovviamente rispetto al contesto italiano, affrontando il mercato di Londra che significa tout court il mercato internazionale, è necessario ragionare sulle tendenze anche più hard del contemporaneo, compresa l’arte cosiddetta “politica” (come proposta in questa occasione da Ciceri), senza però perdere di vista il gusto che tutto il mondo ci riconosce. La capacità cioè di mediare tra le linee disgreganti del presente e la bellezza che promana dalla nostra tradizione».
Prossimi progetti nella sede londinese?
«Seguendo il ragionamento appena fatto, non è un caso che per il 2019 stiamo progettando alcune mostre di artisti di grande talento che si muovono tra la tradizione della tecnica, pittura e scultura perfino di figura, e la capacità di rappresentare il gusto contemporaneo. Siamo convinti che non solo il Novecento sia stato un secolo di arte eminentemente italiana (il Futurismo, il ritorno all’ordine e, poi, lo Spazialismo solo per citare i momenti più salienti), ma che anche nel contemporaneo stretto, l’apporto degli artisti italiani possa essere fondamentale». (Cesare Biasini Selvaggi)
INFO
Umberto Ciceri. HUMAN Fights Rights Lights
dal 10 dicembre 2018 al 31 gennaio 2019
Senesi Contemporanea
25 Dover St, Mayfair, Londra
Orari: domenica e lunedì su appuntamento; da martedì a sabato, ore 10.00-18.00

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