Categorie: Opening

Verso le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali 2026 con la Cortina di Stelle di Fulvio Morella

di - 3 Gennaio 2026

Trentasei tra medaglie, sci, ricordi di René De Silvestro, Moreno Pesce e Francesca Porcellato e opere in Braille stellato, legno e tessuto: la nuova mostra di Fulvio Morella, Cortina di Stelle, unisce arte, sport e inclusione e ci accompagna ai Giochi Invernali con un’esperienza artistica che è anche strumento per abbattere barriere percettive e concettuali.

Allestita a 2.732 metri di altitudine, la mostra promossa da Cramum rientra nel programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 e si presenta come il capitolo conclusivo del progetto I limiti non esistono che celebra i luoghi simbolo delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 e, dopo aver fatto tappa in Val di Fiemme al Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese (ne abbiamo parlato qui) e a Milano, presso Palazzo Lombardia, sede della Regione (qui), approda negli spazi del Lagazuoi Expo Dolomiti.

Fulvio Morella, Cortina di Stelle, 2026. Courtesy l’artista, Cramum. Lagazuoi Expo Dolomiti, Cortina

Il curatore Sabino Maria Frassà ci anticipa la mostra e ci introduce al percorso partendo proprio dal titolo: «Cortina in italiano è velo o tenda: separa e protegge, ma può anche nascondere. Anche Cortina d’Ampezzo porta nel nome questa ambivalenza: una conca abitata, una corte alpina circondata da cime aperte sul cielo. La mostra sceglie di stare qui per sollevare il velo e accompagnare lo sguardo in quota fino a sfiorare le stelle. Cortina di Stelle mostra che l’infinito fuori, cui l’essere umano anela da sempre, coincide con l’infinito dentro quando la comunità accetta di essere strumento reciproco: l’arte smette di essere immagine da contemplare e diventa lingua comune, lo sport smette di essere performance individuale e torna impresa corale. Qui, davvero, i limiti non esistono: esistono cortine da sollevare».

Nel percorso espositivo è possibile ritrovare le opere del ciclo Blind Wood (legno e braille), costituito da quadri-scultura in legno, metallo e scritte in braille in cui l’artista combina cerchi, quadrati, ovali, punti riflessi e colori che ripropongono per lo più monumenti famosissimi visti dall’alto: dal tempio di Delfi, all’Arena di Verona, passando per il Pantheon di Roma e le cupole rosse di Palermo. Le suggestioni dell’artista, in braille, guidano lo spettatore alla scoperta del vero significato delle opere. Si tratta di opere concettuali nate per riflettere sul senso del limite, per mostrarci quanto la percezione di ognuno di noi sia parziale e limitata. La soluzione è quindi “vivere” questi quadri insieme, aiutandosi gli uni con gli altri, ciascuno con i propri limiti, che forse limiti non sono.

Fulvio Morella, Cortina di Stelle, 2026. Courtesy l’artista, Cramum. Lagazuoi Expo Dolomiti, Cortina

A queste opere si affiancano quelle del ciclo Braille stellato, ideato per celebrare il bicentenario dell’alfabeto braille. In questa serie i punti del braille diventano corpi celesti, costellazioni da leggere con le dita creando un cielo stellato con massime di San Francesco, Jung e Saint-Exupéry. L’alfabeto creato dall’artista trasforma i cieli notturni in rebus visivi e tattili. Solo chi conosce l’alfabeto Braille ha la possibilità di decodificare i messaggi racchiusi nelle sue opere. Come quello racchiuso nella Pupilla di Bach: “La perfezione non ha limiti” tratta dal Gabbiano di Jonathan Livingstone. Le stelle di Fulvio Morella sono criptiche per chi ignora l’alfabeto Braille ma perfettamente leggibili per chi lo conosce. In questo modo Morella riesce a trasformare il Braille in un nuovo linguaggio estetico.

Fulvio Morella, Cortina di Stelle, 2026. Courtesy l’artista, Cramum. Lagazuoi Expo Dolomiti, Cortina

Non manca il ciclo Braillight, con cui la luce si fa forma: una serie di sculture luminose in acciaio e legno di amaranto che utilizzano il Braille come fonte di luce. Con l’occasioen Cortina di Stelle saranno presentate per la prima volta opere inedite della serie Eclissi, in cui il metallo e la luce sembrano inseguirsi e sovrapporsi, evocando il fenomeno astronomico per riflettere sul dualismo tra ombra e illuminazione. In alta quota la luce è più netta e radente: Braillight non abbaglia, ma orienta come la stella Polare, come la voce della guida accanto all’atleta ipovedente. È la tridimensionalità del braille: dalla costellazione tattile alla forma scultorea di luce. Il percorso si arricchisce con alcuni cimeli provenienti dal Museo dello Sport e dell’Olimpismo della Repubblica di San Marino, lo “scrigno della memoria” che custodisce alcune preziose testimonianze della storia sportiva e olimpica sammarinese. Tra gli oggetti che si potranno ammirare al Lagazuoi Expo Dolomiti la torcia delle Olimpiadi estive di Roma 1960, prima storica partecipazione sammarinese, e quella delle Olimpiadi invernali di Torino 2006.

Stefano Illing, ideatore del Lagazuoi Expo Dolomiti commenta: «Siamo onorati di accogliere nei nostri spazi l’arte di Fulvio Morella, un progetto artistico che unisce arte, sport e inclusione e che ci invita a superare i limiti che noi stessi ci poniamo, proprio come chi affronta una montagna. Portando l’arte a 2.732 metri di altezza vogliamo trasformare le bellezze naturali in un palcoscenico, con questo obiettivo abbracciamo in pieno la visione di universalità che ci suggerisce l’arte di Fulvio Morella».

Fulvio Morella, Cortina di Stelle, 2026. Courtesy l’artista, Cramum. Lagazuoi Expo Dolomiti, Cortina

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