Categorie: parola d'artista

Requiem for a flower

di - 26 Maggio 2011

La ceramica è stata la prima attività artistica a fare capolino nel mondo dell’arte, ancora prima del lavoro con il metallo e con il vetro: ci sono pervenuti nei secoli vasi greci, ceramiche precolombiane, ceramiche cinesi e porcellana, ceramica oltre che porcellana in Europa e nel Medio Oriente. Quest’ attività è dunque un modo di viaggiare attraverso la storia?

In un’epoca in cui molti artisti si esprimono attraverso i media legati alla rivoluzione elettronica, non posso che gioire dell’ampliamento nel campo delle arti. Ma io appartengo piuttosto alla scuola della modestia e della competenza, quella legata all’artigianato: i mezzi artistici tradizionali dei quali mi servo nel mio lavoro, come l’acquerello, l’olio e la ceramica hanno delle basi ricche di memoria ed estremamente esigenti. Nella duttilità di questi materiali stessi conseguo la mia libertà di espressione. Le tecniche legate alla ceramica, che tanto deve al passato, in particolare, esigono una precisione che si acquisisce soltanto nel corso degli anni (è da circa sette anni che lavoro presso il laboratorio di Kristin McKirdy); si tratta di gesti intuitivi che si svolgono a seconda delle preferenze operative: prediligo scolpire a mano libera piuttosto che al tornio. Adotto la tecnica del getto: spruzzo il colore direttamente sulla ceramica senza dipingerci sopra.

Si tratta di antiche tecniche, azioni che sono state compiute nei millenni per mezzo di un rapporto carnale con la materia, molto intraprendente. È emozionante pensare che la mia ceramica possa mantenersi intatta per diversi millenni.

La mostra romana è incentrata sul tema dei fiori: quali sono state le tecniche che hai applicato per integrare l’onirico stravagante e curioso di Alice nel Paese delle Meraviglie nel quotidiano?

E’ il formato delle opere che espongo a ricordare stralci di scene estratti dalla storia di Alice nel Paese delle Meraviglie. Il mio obiettivo in questa mostra è quello di rivelare elementi cui non prestiamo attenzione, attuando un fermo immagine di ampie dimensioni, alla maniera di Leonardo da Vinci.

Il tuo lavoro è stato esposto in Francia, Stati Uniti, Italia e Turchia. Soprattutto nella città di Istanbul si è concretizzata una fioritura di musei e istituzioni culturali negli ultimi anni in maniera assai rapida; la stessa situazione si svolge ad Abu Dhabi, Dubai e Hong Kong. Riesci a immaginare che il tuo lavoro possa dipanarsi così lontano su questa logica di “Passaggio a Oriente”?

I miei lavori sono saldamente radicati nel patrimonio culturale europeo. Benché i fiori svolgano un importante ruolo nell’est … In questa mostra sono presenti le peonie, il fiore simbolo della Cina, il bocciolo degli dei. Artisti cinesi come Ai Weiwei sono oramai di fama mondiale, benché recentemente la notorietà sia legata piuttosto a questioni interne e giudiziarie. A proposito di questo, la Francia è stata preda ultimamente di una serie di vandalismi: al “Piss Christ” di Serrano ad Avignone è seguita, dopo pochi giorni, una simile barbarie destinata alla “Colonna Pascale” di Pascale Marthine Tayou ospitata presso la Chiesa di San Bonaventura di Lione. La scultura, misurante 7 metri di altezza, è stata fatta spietatamente cadere. Anche se l’atto stesso di far capitolare l’opera sarebbe da considerarsi un’opera d’arte di per sé.

Tra pochi giorni inizierà la 54a edizione della Biennale di Venezia. Il curatore del Padiglione Italiano, Vittorio Sgarbi, ha deciso di nominare un comitato di duecento intellettuali, i quali a loro volta nomineranno un ugual numero di artisti che rappresenteranno l’Italia. Sgarbi ha giustificato la sua scelta dichiarando che i curatori d’arte altro non sono che infermieri che “curano” i loro pazienti, e dunque rappresentano una piccola parte del potenziale talento presente nel territorio nazionale. Cosa pensi della figura del critico d’arte?

Ci sono svariati grandi artisti che sono stati ignorati dalla critica del loro tempo, oggi ci ricordiamo di loro e non dei critici. Basti pensare a Modigliani, osannato dai collezionisti ma ignorato dalla critica, o a Leonardo Cremonini, per quanto riguarda le risorse italiane dello scorso secolo. Il risultato è potenzialmente molto caotico. E’ difficile avere l’onniscienza su un numero così ampio di artisti e fare una scelta obiettiva basandosi sullo stato dell’arte. Esiste un’accelerazione della storia che va di pari passo con l’arte e la sua mondializzazione. Certamente i curatori hanno una visione “dal retrovisore” .

Il talento di Sgarbi sarà misurato nel riunire 200 intellettuali evitando la cacofonia. Come ogni artista mi trovo nella posizione di essere alla mercé della critica d’arte, benché il mio operato sino ad ora non sia stato notato, come capita spesso questi giorni dati gli esempi enunciati, per una strutturazione fatta di provocazioni e polemiche.

Tornando agli intellettuali che puntano la loro scelta sugli artisti, questo concetto riporta agli anni Sessanta, quando diversi scrittori e pittori si sostenevano l’un l’altro in un accordo di comuni intenti. Lo credi ancora pertinente oggi in Francia?

È auspicabile che tra gli artisti si crei un trait d’union per agevolare il lavoro e la produttività di molti. Christian Lacroix ha disegnato per anni i costumi per l’Opera di Parigi. Tra le esperienze più significative da annoverare nella mia attività artistica sicuramente c’è quella della scenografia teatrale con Manon Savary per “l’Illusion Comique” di Corneille presso il Castello del Campo di Battaglia in Normandia, veramente considerevole. In linea più generale ho l’abitudine di lavorare da sola nel mio atelier che é situato dietro il Trocadero.

Il Ministro della Cultura francese Frederic Mitterrand ha annunciato il lancio del Centre Pompidou Mobile. Un museo nomade per andare oltre i confini della Ville Lumière. Credi che  la cultura possa collocarsi ovunque in una sorta di panteismo artistico?

Io rispetto moltissimo la missione culturale del nostro ministro e appoggio pienamente l’approccio di importanti musei come il Louvre o il Guggenheim di Abu Dhabi. Quello del Centre George Pompidou è un marchio che produce una certa eco fuori dai confini parigini. Resta da conoscere la qualità architettonica del museo nomade augurandosi che faccia giustizia ai contenuti e l’adattabilità delle opere alla condizione circense derivante dalla sua natura nomade.

Cosa c’è nel tuo futuro?

In linea di principio ci sono due eventi già annunciati, una seconda mostra qui a Roma che esporrà miei lavori di ceramica nella Galleria del Cortile. Inoltre, è prevista una mostra collettiva nel mese di dicembre a Parigi nel quartiere del Marais: le sculture basate sull’universo organico saranno unite a oggetti di design in un singolare mèlange.

a cura di eleonora galasso

Dal 26 Maggio al 24 Giugno 2011

Laure Amforta – Le Mystère des Fleurs

a cura di Cristina Tessicini

Galleria Fontanella Borghese, Via Fontanella Borghese 31, 00186 Roma

Vernissage :Giovedì 26 Maggio, ore 18 :30

Orario : dal martedì al sabato ore 10-19

Entrata : libera

Info : 06/6873741 www.galleriafontanellaborghese.com

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