Mathelda Balatresi, ph. Amedeo Benestate rit.)
Oggi ci ha lasciati Mathelda Balatresi, artista di profonda sensibilità e appassionato impegno sociale. Nacque a Carcare, in Liguria, nel 1937, trascorse l’infanzia in Toscana e giovanissima si trasferì a Napoli, negli anni ’50. Qui frequentò il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti, integrandosi profondamente nel tessuto culturale della città.
La sua carriera è stata caratterizzata da una costante riflessione sulla condizione femminile, espressa attraverso opere che spaziano dalla pittura alla scultura. La prima personale risale del 1961 nella storica Galleria d’Arte di San Carlo, al Chiatamone, diretta da Raffaele Formisano, maestro di violoncello al Teatro San Carlo di Napoli.
Negli anni ’70, ha esposto alla Modern Art Agency di Lucio Amelio e ha dato vita al Gruppo XX, collettivo composto dalla scultrice Rosa Panaro, dalla docente di filosofia Antonietta Casiello e dalla storica dell’arte Mimma Sardella, focalizzandosi sulle disuguaglianze di genere e utilizzando un linguaggio visivo elegante e allusivo. Così raccontavano la formazione del gruppo: «Il nostro gruppo nasce da una situazione oggettiva, e cioè dall’esserci ritrovate insieme per compiere un viaggio reale, e da una situazione più a monte e maggiormente significativa, che è quella di essere “donne” consapevoli del proprio ruolo familiare e sociale, e coscienti di vivere una crisi che investe tutta la società mettendo in discussione i termini, finora stabili ed incontrovertibili, in cui ciascuna di noi, o meglio ciascuna donna, vive i propri rapporti con gli altri e con le istituzioni».
Le sue opere sono presenti in importanti musei e collezioni, tra cui il Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del ‘900 G. Bargellini di Pieve di Cento, il Museo del ‘900 a Napoli a Castel Sant’Elmo e la Galleria Civica di Torino. Inoltre, alcune sue creazioni sono esposte permanentemente nella stazione Materdei della Metropolitana di Napoli, nell’ambito del progetto curato da Achille Bonito Oliva e Alessandro Mendini.
Tra le sue mostre più significative, si ricorda Ipazia secondo Mathelda Balatresi, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli nel 2010, dedicata alla scienziata e filosofa alessandrina, simbolo della libertà di pensiero. Nel 2015 ha esposto una personale a Palazzo Reale di Napoli e nel 2019 la sua ultima mostra alla prestigiosa Galleria Alfonso Artiaco. aveva Recentemente, il suo lavoro è stato protagonista della mostra Di fulmini, dame e altre storie, al Museo Madre di Napoli, in dialogo con la giovane artista Veronica Bisesti. L’esposizione ha esplorato temi legati al ruolo delle donne nella società e nell’arte, evidenziando l’attualità delle sue riflessioni.
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