Angel Moya Garcia è stato nominato dal CdA dell’Azienda Speciale Palaexpo nuovo responsabile della programmazione culturale e del coordinamento degli eventi che si svolgeranno presso il Mattatoio di Roma. L’incarico per il triennio 2020-22, conferito a seguito di procedura di evidenza pubblica, riguarda tra le linee di indirizzo programmatico dell’Azienda Speciale Palaexpo, quella che si riferisce alla convergenza fra metodi, estetiche e pratiche dell’arte visiva e delle arti performative. L’incarico sarà svolto in stretta collaborazione con il Tavolo di programmazione dell’Azienda in coerenza con le linee di indirizzo approvate dal Consiglio di Amministrazione.
«L’obiettivo principale del mio lavoro sarà ridefinire le linee di indirizzo del Mattatoio, incentrandole sulla performance e sulla formazione, attraverso un modello di restituzione in cui le mostre, i dispositivi e le attività si evolveranno costantemente», ha dichiarato il neoresponsabile delle attività del Padiglione 9B del Mattatoio di Roma, Angel Moya Garcia.
Angel Moya Garcia è nato a Cordova, in Spagna, nel 1980 e, attualmente, vive e lavora a Firenze. Critico e curatore d’arte contemporanea, è laureato in Storia dell’Arte presso l’Università di Cordova e, oltre a essere responsabile della programmazione culturale e del coordinamento degli eventi del Mattatoio di Roma, è Co-Direttore per le arti visive della Tenuta Dello Scompiglio a Lucca e socio di ICOM Italia – International Council of Museums, dell’IKT – International Association of Curators of Contemporary Art e dell’IAC – Istituto di Arte Contemporanea in Spagna.
La dimensione fondamentale della sua ricerca si centra sul concetto di identità, sulla collettivizzazione dell’individuo e sulla decostruzione del soggetto nella filosofia contemporanea. Allo stesso tempo affronta interrogativi sulla trasversalità, attraverso l’analisi dei confini e l’identificazione e l’approfondimento di convergenze e linee intersecanti nelle diverse pratiche della contemporaneità, con una speciale attenzione verso i linguaggi installativi e performativi.
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