David Hockney fuma al Nottingham Contemporary art space. Novembre 2019, Ph. Christopher Furlong/Getty Images
David Hockney, il più quotato pittore inglese vivente, che ha lavorato anche per Sua Maestà e che è autore di capolavori entrati nella storia dell’arte del Novecento (basta citare la sua A Bigger Splash, 1967) ha sentito il dovere di dire la sua sul coronavirus. Anzi, sui metodi per prevenire l’infezione. Come? Con una bella sigaretta!
Il pittore ha inviato una lettera al Daily Mail citando i dati dell’epidemia in Cina, che indicano che i ricoverati fumatori (ricordiamo che “le bionde” sono una sorta di sport nazionale, in Cina) sono in numero inferiore rispetto ai malati non fumatori.
“I fumatori hanno sviluppato un sistema immunitario per questo virus, ha scritto Hockney – o per lo meno a me pare così, guardando queste cifre”.
E aggiunge: “Io ho fumato per più di 60 anni, ma penso di essere abbastanza sano. Quanto ancora mi resta da vivere – si chiede l’artista ultraottantenne – Morirò di una malattia correlata al fumo o di una malattia non correlata al fumo?”.
Insomma, mentre ogni medico e organizzazione si trova concorde – almeno su questo punto – nell’affermare che i fumatori hanno maggiori probabilità di essere vulnerabili al covid-19, a causa di possibili pregressi problemi polmonari o, ancora, del contatto con dita e bocca nell’aspirare la sigaretta, David Hockney ci fa sorridere.
E ci fa l’effetto di un nonno geniale e un po’ ribelle, che però siamo sicuri direbbe a qualsiasi giovinetto “Non fumare, che fa male!”
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