Categorie: Personaggi

La storia dell’arte perde Luisa Vertova, grande studiosa della pittura rinascimentale

di - 29 Giugno 2021

Storica dell’arte considerata tra i massimi esperti nella pittura fiorentina, veneta e lombarda di epoca rinascimentale e barocca, Luisa Vertova è morta ieri, a Firenze, a 100 anni, compiuti a dicembre 2020. «Dal tempo delle ricerche per la sua monografia su Sandro Botticelli del 1952, alle ultime pubblicazioni su Bernardo e Giulio Licinio, Luisa Vertova ha frequentato gli Uffizi assiduamente per quasi un secolo, contribuendo in maniera decisiva alla conoscenza delle nostre collezioni», è il messaggio di cordoglio del direttore degli Uffizi, Eike Schmidt.

Nel marzo 2018, donò la sua fototeca alla Fondazione Federico Zeri, insieme a una collezione di monografie, a quasi 130 cataloghi d’asta e all’intero carteggio professionale. Con oltre 700 fototipi, tra stampe alla gelatina ai sali d’argento e negativi di vario formato, la fototeca documenta opere d’arte italiana dell’Ottocento e del Novecento e un nucleo di dipinti dei secoli XVI- XVII. Molte fotografie sono state scattate tra gli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta del Novecento da ditte attive su commissione della casa d’aste Christie’s, come Luigi Artini di Firenze e Cooper di Londra. Luisa Vertova, infatti, lavorò lungamente per Christie’s, documentando vendite curate personalmente.

Nata a Firenze nel 1921, figlia del filosofo Giacomo Vertova e discendente di una nobile famiglia bergamasca, nel capoluogo toscano aveva trascorso l’infanzia e la prima giovinezza, studiando storia dell’arte e archeologia all’Università. Nel 1943 divenne assistente dello storico dell’arte statunitense Bernard Berenson, del quale ha curato le pubblicazioni fino agli “Elenchi della pittura veneta” (1957).

Alla fine del 1959 si trasferì in Inghilterra dopo aver sposato Ben Nicolson – figlio di Vita Sackville-West – studioso dei caravaggeschi europei e per molti anni direttore del Burlington Magazine, la più importante rivista inglese di storia dell’arte. Tornata in Italia, è stata per anni consulente Christie’s, curandone i cataloghi. Nel 1985 venne chiamata dall’istituto tedesco di storia dell’arte di Firenze per catalogare le migliaia di fotografie di pittura veneta lasciate da Fritz Heinemann.

Tra le pubblicazioni di Luisa Vertova si segnalano, in particolare, le monografie su Sandro Botticelli (1952) – artista al quale ha dedicato in seguito altri studi – Vittore Carpaccio (1952), Lorenzo Lotto (1955), Paolo Veronese (1959), “I cenacoli fiorentini” (1965), Carlo Ceresa (1984), e decine di saggi pubblicati sulle riviste Antichità viva, Apollo, The Burlington Magazine e Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz.

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