Gaia Di Lorenzo, IX Club GAMeC Prize - Giuseppe Casarotto, 2025. Ph. Paolo Biava
Con il pensiero a Giuseppe Casarotto, che con il suo spirito e la sua visione ha dato al Club GAMeC Prize un’anima indelebile, ieri la IX edizione ha incoronato Gaia Di Lorenzo «per aver proposto un’opera che intreccia materia, affetti e ruolo in apparenza inconciliabili, trasformando in maniera intuitiva la riflessione collettiva in gesto politico e artistico»: l’opera A School To Be Done, acquisita dal Club GAMeC, entra a far parte della Collezione GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo.
Selezionata dalla curatrice, Eleonora de Blasio, insieme a Giulio Alvigini, Veronica Bisesti e Andrea Martinucci, Gaia Di Lorenzo è stata scelta da una giuria composta Lorenzo Giusti, Direttore di GAMeC, Galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo (Presidente della Giuria), Francesca Ceccherini, Curatrice e Ricercatrice, Direttrice OTO Museum (Zurich), Andrea Boghi, sostenitore del Club GAMeC e collezionista, Matteo Binci, curatore dell’VIII Edizione del Club GAMeC Prize e Federico Marinoni, sostenitore del Club GAMeC e collezionista.
L’edizione corrente, intitolata MY LOVE HAS CONCRETE FEET, si lascia attraversare dal desiderio di slanciarsi e, al tempo stesso, dalla necessità di restare ancorati al suolo, senza imporre un tema unitario ma, al contrario, liberando una tensione tra leggerezza e radicamento che attraversa le pratiche di ciascuno di loro. Giovanna Marianacci, Diana Berti, Stefano Olzi, Andrea Lesina e Paolo Ziotti, Maria Chiara Valacchi, Gilda Lavia e Marco Paletta, Ubaldo Ubaldi, Federico Marinoni, Nicola Zanella sono alcuni dei nomi dei presenti ieri che, con grande curiosità e interesse hanno attraversato il percorso espositivo cogliendo l’indagine di Gaia Di Lorenzo circa il concetto di identità come sovrapposizione di immagini, ruoli e maschere.
Dalla mostra emerge la sapiente abilità di Di Lorenzo a mescolare fonti antiche e contemporanee per dar vita a opere che pongono continuamente in discussione la natura stessa della persona, come emerge il lavoro di Giulio Alvigini, che invece muove da una riflessione ironica e iper-consapevole sul sistema dell’arte stesso, tra citazioni, meta-discorsi e strategie di autorappresentazione che smontano i meccanismi di legittimazione culturale, restando però pienamente immersi nel loro linguaggio.
Veronica Bisesti, poi, attinge a simboli antichi, narrazioni marginalizzate e mitologie femminili per generare visioni intime e stratificate, dove il passato diventa materiale vivo per costruire nuovi spazi di senso. E infine Andrea Martinucci maneggia frammenti di memoria, gesti apparentemente minimi e oggetti che si svuotano del loro quotidiano, componendo sequenze visive in cui il tempo si dilata verso nuovi significati, in bilico tra realtà e finzione. Con ognuno di loro My love has concrete feet restituisce una condizione condivisa generazionale: la ricerca di un equilibrio fragile tra il desiderio di movimento e l’inevitabile peso delle cose, tra apertura e radicamento, tra leggerezza e presenza.
Istituito nel 2016 e da quest’anno dedicato proprio a Giuseppe e presieduto da Chiara Zanga, il premio prosegue nella sua missione di dare sostegno dell’arte, intercettando le tendenze in tema di linguaggio e tecnica. A partire da questa edizione, il Club GAMeC Prize sarà dedicato a Giuseppe Casarotto che ha fondato il premio e lo ha sostenuto con energia ed entusiasmo. Il Club Gamec Prize ha rappresentato un’occasione unica per artisti e curatori emergenti di far conoscere il proprio talento ed é diventato un momento di scambio e di incontro per professionisti e appassionati d’arte contemporanea. L’evento, sostenuto da GAMeC e dalle gallerie Gilda Lavia; Alfonso Artiaco e ADA Project, è promosso dal Club GAMeC – Amici della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo – e si realizza grazie al generoso supporto di Fineco Bank, di Fondazione MIA e di Produrre Futuro, il progetto di AIDAF (Associazione Italiana Delle Aziende Famigliari) che ha come obiettivo quello di diffondere in sempre più aziende l’arte contemporanea – «alcune aziende, come Bolton Group, Sice Previt, Epta e Fresia Alluminio, ospitano già lavori site specific di giovani artisti italiani. É un modo concreto per sostenere l’arte con molte affinità elettive con il premio Club GAMeC: mecenatismo contemporaneo», ci raccontano.
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