L’edizione 2020 del Turner Prize, il premio d’arte contemporanea più importante al mondo, è stata annullata a causa dell’emergenza coronavirus. «Il calendario serrato per la preparazione della mostra annuale non sarebbe stato realizzabile con le attuali restrizioni», hanno spiegato dalla Tate Britain, l’istituzione che organizza il premio. Di solito, infatti, la shortlist dei finalisti viene annunciata a maggio, mentre la mostra delle loro opere viene programmata per l’autunno. Il vincitore dell’ambito riconoscimento viene invece rivelato a dicembre, nel corso di una cerimonia di premiazione attesissima da tutto il mondo dell’arte e non solo.
Insomma, dopo che la scorsa edizione aveva riservato la clamorosa sorpresa della premiazione condivisa, quest’anno il premio in denaro verrà diviso in dieci borse di studio da 10mila sterline ciascuna, «per supportare una più ampia selezione di artisti durante questo periodo di profonda incertezza». La giuria del premio, composta da Richard Birkett, curatore presso l’Institute of Contemporary Arts, Sarah Munro, direttrice del centro per l’arte contemporanea BALTIC, Fatos Üstek, direttore della Biennale di Liverpool – altra manifestazione caduta sotto i colpi del Covid-19 -, e Duro Olowu, designer e curatore, sceglierà i dieci artisti per le borse di studio. I criteri di assegnazione saranno gli stessi del Turner, cioè artisti originari o basati in Gran Bretagna, meritevoli per il loro contributo ai nuovi sviluppi nell’arte contemporanea. Gli artisti selezionati per le borse di studio saranno annunciati a fine giugno e chissà che questa idea di condivisione del premio, a questo punto ricorrente, non possa essere ripresa anche al di là della situazione di emergenza.
«Penso che William Turner, che pianificò di lasciare la sua fortuna per sostenere gli artisti bisognosi, avrebbe approvato la nostra decisione», ha dichiarato Alex Farquharson, direttore della Tate Britain, commentando la decisione di cancellare l’edizione 2020 Turner Prize a causa del Coronavirus. «Capisco quanti rimarranno delusi dal fatto che quest’anno non ci sarà il Turner Prize, ma non vediamo l’ora di lavorare per la prossima edizione, nel 2021».
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