Era il 1923 quando a Vienna Bela Horovitz e Ludwig Goldscheider fondarono l’editore Phaidon, un nome dall’evidente ispirazione platonica. Pubblicavano testi di filosofia, storia e letteratura. L’arte sopraggiunse solo nel 1936, con una politica editoriale che privilegiava le monografie a un prezzo accessibile. Appena due anni dopo, la coppia fu costretta a trasferirsi a Londra a causa dell’invasione nazista dell’Austria. Nel dopoguerra Phaidon consegue il primo successo mondiale, pubblicando la celeberrima Storia dell’arte raccontata da E. Gombrich, tradotta nel corso del tempo in ben 34 lingue.
Per venire alla storia recente, l’attuale proprietario ha sviluppato l’azienda editoriale creando sedi anche a New York, Parigi e Berlino e Barcellona, e più recentemente ha sviluppato un catalogo ad hoc anche per l’Italia. Fra gli ultimi volumi pubblicati in questa selezione, un curioso volume fotografico mette a confronto l’infinito e l’infinitesimale in Cielo & Terra, mentre sul fronte dell’arte è stato ripubblicato il classico Michelangelo (1953) del co-fondatore Ludwig Goldscheider. Nel settore fotografia, un’importante retrospettiva è dedicata a René Burri, mentre un’ampia selezione di lavori di Nan Goldin è pubblicata col titolo Il Giardino del Diavolo. Infine, ben quattro volumi sono focalizzati sul lavoro del Renzo Piano Building Workshop, che indaga l’opera del famoso architetto italiano dallo studio di Genova al Jean-Marie Tjibaou Cultural Centre in Nuova Caledonia. Da non dimenticare anche la gloriosa collana dei “Temi e movimenti”, per la quale in italiano -ahimé senza il corposo apparato critico dell’edizione originale, ma c
Nel panorama sonnecchiante dell’editoria d’arte italiana, la colonizzazione era un fatto prevedibile. Phaidon infatti coniuga un ottimo livello qualitativo (dalle rilegature alla stampa, seppure i costi talora siano piuttosto elevati) a una fondamentale distinzione dei propri prodotti dal catalogo-della-mostra propriamente detto. Ciò che fanno sempre meno i grandi gruppi nostrani, e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Certo non mancano nella nostra penisola anche stampatori e appassionati che distribuiscono opere di alto profilo (per esempio Damiani o Gli Ori), ma qui interviene il fattore distribuzione, che ovviamente nel caso di Phaidon è rodato da un’esperienza secolare e da una rete mondiale. Dunque, senza inutili campanilismi, ben venga Phaidon Italia.
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