Cominciando dal fondo, come molti usano sfogliare le riviste -anche se in questo caso si tratta più correttamente di un journal– la rivista emanazione della cattedra di Estetica di Tor Vergata propone una sezione dedicata a “Recensioni – Schede – Segnalazioni”. Si tratta di interventi via via più sintetici, e quelli chiamati “recensioni” sono in realtà autentici saggi brevi che prendono spunto da una recente pubblicazione per affrontarne criticamente la tematica ed eventualmente argomentare posizioni differenti. Ossia, cosa dovrebbe essere una recensione. Per la sezione “Testo”, Giuseppe Patella propone la curatela di un estratto de Il disgusto (1929) di Aurel Kolnai, fenomenologo che anticipa con indubbia capacità d’analisi una tematica che è tornata con insistenza nei saggi di molti autori d’area francese, da Kristeva a Derrida, nonché nei recenti lavori di Krauss. Prima di approdare alla sezione monografica, una gustosa intervista con testo a fronte con Joseph Kosuth, dove l’artista ribadisce con forza (e ragione) il “plagio accademico” di Arthur C. Danto a spese del suo L’arte dopo la filosofia, e indica un giovane interessante, Tino Sehgal.
La sezione dedicata a Professione: Artista contiene i saggi di Nathalie Heinich, Perniola, Donà, Carmagnola, Michel Makarius, Patella, Terrosi e Carsten Juhl. A illustrare il tema è l’editoriale, firmato ovviamente da Perniola: l’arte
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marco enrico giacomelli
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Perniola sei un grande!
Evviva la "differenza"!
Evviva!!!
aggiornamento: il numero 10 (settembre 2005) è dedicato ai "tropicalismi"