Per cominciare, un elenco di caratteristiche. In primo luogo, non costa nulla, a parte lo sforzo di reperirlo. A Roma, dove trovate i distributori manuali (nel senso che ve lo danno) dislocati in zone centrali (Campo de’ Fiori, Trastevere, Testaccio, via del Corso…) o a San Lorenzo, oltre a un circuito di librerie, pub, negozi di dischi e abbigliamento; nelle altre città, scordatevelo, almeno per ora. Però c’è un’alternativa, il web: sul sito di Stirato troverete, in tempi record, la versione pdf della pubblicazione cartacea. Quanto al formato, come testimonia il termine “postermagazine”, si tratta di una rivista che allo stato originario ha le dimensioni di una cartolina postale. Poi si apre
Il tema, appunto. Perché, sin da subito, Stirato ha optato per la soluzione monografica, ma con un’accezione indubbiamente innovativa e dinamica. Ad esempio, la prima uscita nel dicembre 2003 era dedicata nientepopòdimenoche alla lotta libera messicana, mentre la quinta si occupava di moda, ma con un taglio assai eccentrico, con l’illustrazione-poster dello svedese capitolino Daniel Egneus e un articolo sul fashion sanguinolento.
A procedere in maniera randomica, si devono citare il pezzo dedicato ai video di Chris Cunningham e le illustrazioni del patito di lavagnette Etch-A-Sketch The Boy Fitz Hammond, l’intervista ad Arnoldo Mario Dall’O e lo speciale “Stirato vs Comicon”, il salone napoletano del fumetto e dell’animazione. Ogni mese si rinnova una scoperta fantasiosa e divertente.
Stirato organizza anche eventi altrettanto particolari, come quello che si è svolto a marzo nello spazio romano di 47th floor, con una serata dedicata al Peccato, oppure la chiamata alla testimonianza al grido di “MachefinefaStirato?”, photocontest situazionista dai risvolti inattesi.
Hai tre righe per definire Stirato.
“Un mezzo libero dalle costrizioni lavorative e pubblicitarie, per mostrare che esistono tante diverse realtà artistiche spesso fagocitate da chi considera l’arte questione di “classe”. E poi è l’occasione per riempire un foglio che nasce bianco di tutto quello che ci piace!”.
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Il sito di 47th floor
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