Categorie: pre[ss]view

pre[ss]view_riviste | Kid-a – Milano

di - 13 Ottobre 2004

Kid-a non è una rivista. O meglio, la rivista è una delle forme in cui si concretizza un lavoro articolato in circa dodici progetti all’anno, rivolti a ragazzi dagli 11 ai 14 anni, alle loro famiglie e alle scuole medie inferiori. Si spazia nei campi più vari della vita contemporanea, “alimentazione, design, arte, architettura, fumetto, televisione, pubblicità, linguaggi giovanili ecc.”.
Il taglio “comunicativo” dell’agenzia che coordina il progetto è chiaro, ma non invasivo, e lo spiega così Mario Flavio Benini, il direttore creativo: “Le contaminazioni sono fondamentali. Il pay off della testata è “The Network Generation Magazine”. Si rivolge cioè a quella che Castel definisce la “network generation”, una generazione che agisce e costruisce i propri modelli di socializzazione sulla base di network diversi e complementari (territorio e media).” e ancora: “Gli studiosi hanno rilevato che è proprio il mix espressivo a conquistare questa fascia di età. È l’accavallarsi dei canali a interessarli, la possibilità di far “rimbalzare” contenuti, stimoli, creatività dall’online all’offline e viceversa.”
Una posizione chiara, in un mercato “dominato dalla Disney, quindi stagnante”, che potrebbe essere stimolato dalla formula che il direttore sintetizza in pochissime parole: “Poco offline, molto online”.
Il terzo numero, sbarcato nel mondo delle riviste cartacee, è incentrato sulla IX Biennale di Architettura. Il curatore Kurt W. Forster ha selezionato cinque studi presso i quali cinque ragazzi hanno potuto incontrare e “lavorare” con alcune delle più note star dell’ambiente, Federico Soriano a Bilbao, Odile Decq a Parigi, lo studio EMBT a Barcellona, Peter Eisenman a New York e Juan Navarro Baldeweg a Madrid. Come funziona e come crescerà Kid-a ce lo ha spiegato il direttore creativo…

In Italia ci sono molti “uffici didattica” che funzionano assai bene nelle istituzioni sia pubbliche che private, ma spesso hanno fondi insufficienti. Quanto alle riviste, oltre a “Dada” esiste ben poco. Qual è il ruolo di “Kid-a” in questo vuoto culturale?
Con Kid-a cerchiamo di coltivare nei ragazzi quella che potremmo definire “competenza comunicativa”, cioè la capacità dei soggetti di accedere alla dimensione pubblica della comunicazione che è connessa a una partecipazione attiva. Per noi risulta centrale creare un percorso collaborativo sui nostri progetti con i loro tradizionali interlocutori (scuola, famiglia e impresa). Farli riflettere sulle recenti trasformazioni del sistema di socializzazione e sulle forme d’interazione e di comunicazione inaugurate con i nuovi media. I media incidono sui processi di socializzazione dei minori e sulle differenti prospettive educative, suggerendo strategie operative di riqualificazione del rapporto formazione scolastica e giovani.

Come spiegheresti in sintesi il vostro obiettivo?
La nostra mission non può essere considerata intenzionalmente formativa. Le attività di Kid-a possono semmai rappresentare un valore aggiunto alla formazione, poiché sono costruite intenzionalmente per essere vicine agli interessi delle nuove generazioni, sia in termini di linguaggio che di processi d’identificazione e d’interpretazione critica della realtà.

Allora come si caratterizza il passaggio dal web al cartaceo? Aldilà della strepitosa occasione offerta della Biennale di Architettura e della disponibilità che hanno mostrato alcuni fra i maggiori architetti viventi, credi che sia un’esperienza che possa conoscere altri sviluppi? “Solo” in forma di rivista o anche con iniziative come quelle che gravitano intorno al terzo numero di “Kid-a”, con workshop, visite “guidate” ecc.?
Kid-a è nato per essere un progetto multimodale. In quest’ottica, in futuro verranno sviluppati progetti che prenderanno in esame formati, canali comunicativi nonché strumenti distributivi sempre diversi (ad esempio la telefonia o la televisione). Diciamo i più adatti per rendere efficaci e coinvolgenti i percorsi.

articoli correlati
Intervista a Forster
Federico Soriano su El Croquis
Odile Decq costruisce il Macro
EMBT sull’Architectural Review
Peter Eisenman alla Biennale del 2004
Juan Navarro Baldeweg a Vicenza

link correlati
Federico Soriano
Odile Decq
EMBT – Enric Miralles & Benedetta Tagliabue
Peter Eisenman

marco enrico giacomelli


Anno II, n. 3 (Metamorph. In viaggio nell?architettura contemporanea),
settembre 2004, pp. 176 a colori, 10.000 copie
Colophon: Mario Flavio Benini (direttore creativo), Alessandro Boccardi (art director), Maurizio Vitta (Consulente scientifico), Sarah Dominique Orlandi (progetto didattico)
Redazione: Metazoo (gruppo Bestseller), corso Buenos Aires, 60 – 20124 Milano; tel. 02-29409290; fax 02-29512057; redazione@metazoo.it; www.kid-a.it
Editore: Marsilio Editori, Venezia, www.marsilioeditori.it


pre[ss]view – scritto e diretto da marco enrico giacomelli

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

A Roma, Linda Karshan esplora il respiro come unità di misura artistica

Linda Karshan al Palazzo della Cancelleria Apostolica omaggia Roma con opere in cui misura, movimento e umanesimo si intrecciano

11 Gennaio 2026 11:30
  • Mercato

La casa d’aste Artcurial lancia i Paris Luxury Days

Una nuova sessione di vendite interamente dedicate al lusso, tra orologi rari e gioielli. Incluso un Jaeger-LeCoultre "Art Déco" da…

11 Gennaio 2026 11:00
  • Fotografia

Other Identity #187, altre forme di identità culturali e pubbliche: Fabio Lovino

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

11 Gennaio 2026 9:30
  • Mostre

Tips and Thunders. Federico Tosi a Fermo

Il Palazzo dei Priori (ex Chiesa di San Martino) di Fermo ospita la mostra che vede protagonista l’artista milanese Federico…

11 Gennaio 2026 0:02
  • Mostre

Tutta l’opera di Gerhard Richter nella grande retrospettiva alla Fondation Louis Vuitton di Parigi

Una mostra monumentale ripercorre oltre sessant’anni di sperimentazione pittorica, dai primi lavori figurativi alle grandi astrazioni che hanno reso Richter…

10 Gennaio 2026 17:30
  • Arte contemporanea

Da FOROF a Roma Alicja Kwade altera i confini della percezione e del tempo

Alicja Kwade trasforma FOROF, lo spazio di sperimentazione fondato da Giovanna Caruso Fendi. Le opere dialogano con l’architettura storica e…

10 Gennaio 2026 16:25