Losingtoday è al sesto numero, che per un bimestrale vuol dire un annetto di vita. Prendiamo per esempio il #4. Molte le interviste, in presa diretta e con foto esclusive. Possono essere gli svedesi Shout Out Louds, ma anche i ben più noti Chemical Brothers, ditta ormai più che consolidata nel panorama dell’elettronica, oppure i Broken Social Scene, che anche in copertina campeggiano con televisori antidiluviani il cui schermo è coperto di scritte come “Don’t kill your friends”. Ovviamente non manca lo spazio per le recensioni e per qualche rimpianto, qui per lo scomparso Nick Drake. E ancora gli approfondimenti, di rigore, sull’indie americano anni ’80. Sfogliare una rivista del genere è non solo un’occasione per rinverdire gli scaffali dei cd, ma anche per notare come la gloriosa tradizione del cover-design non si sia affatto esaurita. Un caso su tutti, tratto da queste pagine, sono le copertine degli album dei Paper Chase. Ma non finisce qui. Perché grazie alla penna di Maria Ida Clementel, l’arte “vera e propria” non manca in Losingtoday. Sei paginoni perfettamente illustrati, stavolta in orizzontale, raccontano Maurizio Cattelan (sul #6 è invece di scena Mauro Ceolin). E non sono mica le
Lo conferma anche lo sbarco in Italia di Trax, pressoché identica nel formato ma a cadenza mensile. I contenuti sono però più rivolti alla scena clubbing. Poche remore, vivaddio, a stroncare manifestazioni come la TDK Dance Marathon, penosa dal punto di vista organizzativo. Forse lo spazio dedicato agli eventi/artisti nostrani è un po’ esagerato: fare un’edizione italiana non significa diventare nazionalisti, perché specie in ambito club non funziona. Ma la qualità del cd allegato e molte altre pagine del primo numero fanno ben sperare in una parziale correzione del tiro. Sul fronte contaminazioni? Un servizio fotografico non proprio entusiasmante tutto Calvin Klein jeans e un divertente affondo sul Salone del Mobile milanese edizione 2005.
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