Artisti internazionali e chef stellati in dialogo: l’esordio milanese di MAZE Gastronomy

di - 11 Aprile 2025

Chefs x Artists: MAZE Gastronomy debutta a Milano, in un evento di nove cene esclusive che vedranno riunite gallerie, chef e artisti internazionali per un viaggio sensoriale di gusti, estetiche e materie prime. In occasione di Miart e della Design Week 2025, dal 3 al 12 aprile, nove gallerie milanesi ospiteranno chef di prestigio da tutto il mondo, che costruiranno percorsi gastronomici all’avanguardia ispirati alle opere di artisti, selezionate per l’occasione. Ogni piatto diventa una forma autonoma e polivalente, l’atto culinario va oltre la sua funzione di nutrimento per diventare performance dei sensi, da consumarsi sul momento, in un intreccio tra pratiche creative, visive e gustative.

Chefs x Artists: dialoghi d’eccellenza

Il concetto di “dialogo” è al cuore di MAZE, un progetto che fonde le arti del creativo celebrando la loro capacità di intrecciarsi, riflettersi e sfidarsi. Il concept di serate, a metà tra performance, cene e mostre, offre un’esperienza multisensoriale totale e sinestetica, dove il linguaggio gastronomico lavora in abbinamento, intorno, sopra e per le opere d’arte selezionate. Il tavolo è un luogo di confronto e scambio, un palcoscenico dove il pasto riunisce in un momento di dialogo sensoriale e riflessione condivisa, dove il cibo diventa linguaggio, dove ogni piatto è tela e narrazione. Le nove serate, momenti unici di eccellenze curate nei dettagli, saranno momenti di alta gastronomia studiati da chef di alta cucina a partire dall’attitudine e pratica concettuale degli artisti.

Agnese Bedini, DSL Studio Courtesy MAZE | Chefs X Artists Milano

«Il concept fa seguito a un esperimento condotto nel 2022 e 2023 a Ginevra, Parigi e Monaco. Siamo partiti selezionando le gallerie e abbiamo individuato dei ristoranti milanesi che avessero la stessa ricerca alternativa e dal respiro internazionale». Le direttrici Camilla Previ e Chiara Bordin, come ci raccontano, vogliono esplorare la gastronomia contemporanea d’avanguardia sia come forma d’arte autonoma sia nel dialogo con pratiche artistiche disparante, una coreografia dove ogni gesto, dalla presentazione alla degustazione, dall’estetica alla materia prima, diventa un atto culturale.

Il cibo, consumato nel momento stesso della sua creazione, dialoga con le forme d’arte più permanenti, creando un’esperienza unica e irripetibile. Le direttrici spiegano che «Il nucleo concettuale di MAZE risiede in queste collaborazioni dialettiche: intersezioni intime in cui il gesto culinario diventa performance, la tavola si trasforma in spazio installativo e i sapori si elevano a proposizioni concettuali».

Agnese Bedini, DSL Studio Courtesy MAZE | Chefs X Artists Milano

Le attività di MAZE, arte e innovazione

MAZE, che letteralmente significa dedalo, è un collettore svizzero che raccoglie diverse proposte tra fiere, mostre o eventi, nato per reinventare la forma tradizionale di fiera d’arte proponendo una fusione tra le diverse discipline creative in un ecosistema più ampio, che abbracci arti, scultura, design, fotografia, videoarte e gastronomia. Dal 2022, il team propone mostre esclusive in location prestigiose di tutto il mondo e fiere di alto livello. Ogni Salon d’Art, innovazione del concetto di mostra-mercato, riunisce un numero limitato di gallerie, circa 20 o trenta, e una selezione di figure di spicco in un determinato ambito artistico, in destinazioni esclusive tra cui le Alpi bernesi di Gstaad, il salone del gioiello nel Principato di Monaco, St. Moritz, Zurigo, Vienna, Parigi, Barcellona e Milano.

«MAZE si distingue per il suo approccio a misura d’uomo, offrendo un format dinamico e coinvolgente che trasforma l’esperienza dell’arte in qualcosa di profondamente personale e immediato», come da statement. La seconda edizione di Art Gstaad a febbraio di quest’anno, per esempio, è stata una fiera gioiello con 25 gallerie, mentre a luglio si terrà la fiera MAZE Design Basel e a novembre vedremo il Salon a Parigi, che si concentrerà sulle pratiche artistiche latinoamericana in un elegante hotel nel cuore della città, e la fiera di videoarte LOOP a Barcellona. Con la sua formula innovativa, anche Milano MAZE Gastronomy proporrà nove momenti intimi ed esclusivi dove il gusto, la forma e il pensiero si contaminano in un’esperienza totale.

Le cene milanesi

Le nove cene, su invito per un numero selezionato di ospiti tra il 3 e il 12 aprile, si svolgeranno in diversi ristoranti milanesi e vedranno una stretta collaborazione tra gli chef patron e le opere di alcuni artisti selezionati da altrettante affermate gallerie milanesi. Alcuni appuntamenti si terranno presso Spazio Piazza Pio XI, in collaborazione con il gruppo di cuochi del collettivo JRE – Jeunes Restaurateurs. L’esperienza gastronomica di ogni chef è stata studiata e pensata a partire dall’approccio processuale ed estetico proposto dagli artisti.

Raffaella Cortese (5 Aprile), Carlo Casella, ph Courtesy MAZE | CHEFS X ARTISTS

Si è iniziato il 3 aprile con la collaborazione tra la galleria MASSIMODECARLO e lo chef due stelle Michelin Gennaro Esposito, che lavoreranno intorno ai vasi dell’artista Christian Holstad, esposti nella mostra The Divulgation of Tops and Bottoms. Per l’occasione, Holstad ha creato due tovaglie tinte con elementi naturali. A seguire, ERASTUDIO Gallery ha presentato le storiche lampade di Nanda Vigo degli anni Sessanta in dialogo con la cucina innovativa di Matteo Pancetti, mentre le opere pionieristiche di videoarte di Joan Jonas saranno l’input di ispirazione per il percorso culinario proposto da Michele Cobuzzi al Ristorante Anima di Enrico Bartolini, per Galleria Raffaella Cortese.

Raffaella Cortese (5 Aprile), Carlo Casella, ph Courtesy MAZE | CHEFS X ARTISTS

Presso Spazio Pio XI, la chef slovena Ksenija Mahorci e l’artista sudafricano Chris Soal si sono confrontati sui temi comuni di tradizione locale, patrimonio rurale e preoccupazioni ecologiche, lavorando intorno ad alcune sculture di Soal presentate da Piero Atchugarry Gallery. A seguire, La Galleria Lia Rumma ha presentato alcune opere selezionate di Thomas Ruff che ragionano intorno al tema della manipolazione delle immagini digitali, durante la cena pensata dalla chef austriaca Katrin Steindl, un’esperienza sensoriale di texture, forme e percezioni.

Raffaella Cortese (5 Aprile), Carlo Casella, ph Courtesy MAZE | CHEFS X ARTISTS

Le iconiche fotografie di Robert Mapplethorpe, portate da Galleria Franco Noero, sono le protagoniste della cena dello chef sloveno Tomaz Kavcic, che reinventa la cucina territoriale e locale tipica delle tavole semplici del suo paese nativo. Il 10 aprile, lo chef pugliese stellato Stefano di Gennaro, che coniò il concetto di “avanguardia rurale”, si è confrontato con le sculture di Salvatore Astore e le sue “anatomie cave”, curate da Galleria Mazzoleni, mentre Galleria Gregor Staiger ha allestito una selezione di opere dell’artista Monster Chetwynd in dialogo con la filosofia culinaria dello chef greco Kostantino Rampias, in un momento sovversivo, non convenzionale autoironico tipico delle performance dell’artista britannica. Le sculture di Gianni Caravaggio, il giorno dopo, selezionate dalla Galleria Kaufmann Repetto, con la proposta di chef Stefano Battistoni.

L’Ultimo appuntamento della settimana, il 12 aprile presso Casa Flash Art, riunirà tutti gli chef e artisti e gli invitati degli appuntamenti milanesi in una celebrazione collettiva. Per l’occasione, saranno esposte le pittura a tema culinario dell’artista spagnola Natalia Gonzalez Martin, ritratti di pietanze e momenti conviviali che riflettono intorno al potere della comunità, del piacere, della colpa. Con la performance culinaria dello chef francese tristellato Alain Passard, Arpège, patron del locale nel 7 arondissement di Parigi.  Per l’occasione, lo chef presenterà le sue peculiari “ricette collage”, composizioni visive che reinterpretano i saponi universali della tradizione, accompagnate da una interpretazione musicale originale.

L’arte è un atto sociale e collettivo, attorno al tavolo ogni partecipante è protagonista di un’azione condivisa e dialettica, ogni invitato è chiamato a essere attore e spettatore del gesto culinario, vivendo l’esperienza in modo diretto e viscerale. MAZE Gastronomy è una celebrazione della possibilità di amplificare il concetto di “bellezza” attraverso la contaminazione tra linguaggi diversi, invitando il pubblico a un’esperienza che va oltre il semplice piacere, spingendo verso la scoperta di nuovi territori creativi dell’espressione contemporanea.

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