Breda Art Festival 2025, arte urbana per rivitalizzare la periferia di Roma

di - 28 Giugno 2025

Prende oggi il via a Roma la prima edizione del Breda Art Festival, manifestazione dedicata alla creatività urbana che, fino al 7 luglio 2025, porterà a Villaggio Breda, storico quartiere operaio del VI Municipio, un’intensa attività di rigenerazione culturale. Un’occasione per restituire valore simbolico e visibilità a un’area periferica della città, attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea, con vari appuntamenti di pittura dal vivo, street art e fotografia sociale.

Promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e vincitore dell’Avviso Pubblico Artes et Iubilaeum 2025, il festival è parte del più ampio programma europeo Caput Mundi, finanziato con fondi PNRR. La curatela è affidata a Marco Panella, con la direzione artistica di Danilo de’ Cocci e l’organizzazione di Artix. 14 gli artisti coinvolti, molti dei quali internazionali, in residenza a Roma per motivi di studio, che porteranno le loro visioni nel cuore pulsante del quartiere, in dialogo con la sua storia e la sua comunità.

Storia del Villaggio Breda

Il Villaggio Breda nacque nel 1938 a Torre Gaia, lungo la via Casilina, per iniziativa dell’Istituto Fascista Autonomo Case Popolari – IFACP del Governatorato di Roma, su richiesta della Società Italiana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche, che intendeva costruire una nuova e più ampia fabbrica di armi in sostituzione della sede di via Flaminia.

I primi reparti industriali entrarono in funzione già nel 1939, mentre i primi lotti abitativi vennero aperti nel 1941. Lo stabilimento era pienamente operativo già nel maggio 1939 e, il 27 dello stesso mese, Mussolini visitò i reparti, avviò i lavori di ampliamento e posò la prima pietra del villaggio destinato a ospitare i lavoratori.

Durante la Seconda guerra mondiale, la fabbrica fu utilizzata prima come campo per sfollati e successivamente come campo di internamento. Con la chiusura della fabbrica nel secondo dopoguerra, il Villaggio Breda perse la funzione originaria per cui era stato progettato ma si consolidò come borgata storica. Ancora oggi, per la sua architettura razionalista, essenziale e sobria, continua ad attirare l’interesse di studiosi, storici e urbanisti.

Breda Art Festival: il programma

Nel solco tracciato dal Giano Art Festival, l’iniziativa si propone come una narrazione attiva delle trasformazioni urbane e sociali della città, attraverso la voce degli artisti. Protagonista assoluta la pittura dal vivo, riscoperta come mezzo espressivo diretto, partecipato e collettivo. «La pitura è il primo linguaggio dell’umanità, il disegno precede l’alfabeto, l’immagine lavora su livelli cognitivi ampi e alla cognizione offre spunti, suggestioni e sensibilità potentissime. Portare la pitura dal vivo e la street art in un’enclave urbana dall’identità fortissima, lasciare che il paesaggio figurativo si trasformi, sia interpretato e proiettato al futuro dalla sensibilità di giovani artisti è la sfida di un’avanguardia culturale», ha dichiarato il curatore Marco Panella.

Ad aprire il programma, oggi alle 19:30, sarà l’inaugurazione della mostra Super Pope di Maupal (Mauro Pallotta), presso la Parrocchia S. Maria Causa Nostrae Laetitiae. La mostra antologica ripercorre oltre dieci anni di lavori dell’artista romano, tra i più conosciuti street artist al mondo, notissimo per l’iconica raffigurazione di Papa Francesco in veste da supereroe. Il programma proseguirà nei prossimi giorni con workshop, laboratori, incontri e due giornate di live painting (5 e 7 luglio), durante le quali 12 giovani artisti internazionali – provenienti da RUFA e da accademie di tutta Europa – realizzeranno opere dal vivo nella piazza centrale del quartiere.

Il 7 luglio, giornata di chiusura, sarà svelato il primo murale permanente di Maupal dedicato a Papa Leone XIV, che rimarrà come eredità visiva e simbolica per la comunità. Nel frattempo, le opere realizzate durante il festival saranno donate alle realtà sociali del quartiere – dalla parrocchia ai centri anziani – consolidando così un legame tra arte pubblica, memoria collettiva e cittadinanza attiva.

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