CENT’ANNI DI LUCI E COLORI

di - 12 Dicembre 2007
Contestualmente alla rassegna di Volpedo, la rivisitazione della collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, ricca di opere pellizziane e di altri artisti tortonesi del primo Novecento, arricchita con lavori messi a disposizione da enti pubblici e collezionisti privati, ha consentito una vasta documentazione circa le trasformazioni della tecnica pittorica divisionista.
Giuseppe Pellizza (Volpedo, 1868-1907) studia a Milano, Roma, Firenze, Bergamo e Parigi. Tuttavia è l’incontro con Nomellini a Genova nel 1892 a spingerlo verso la sperimentazione divisionista, verso l’uso di colori puri accostati a tratti, rispettando le leggi della complementarietà e del contrasto. Per ottenere effetti più efficaci di verità luminosa: “Il fenomeno luminoso, meglio che con altro metodo, si può rendere con il divisionismo del quale sono un fedele, libero interprete e seguace” (Lettera ad Olivero, 1904).
Già nei ritratti dei genitori, Pellizza non si serve più di stesure uniformi del colore, ma di piccole pennellate, accostate l’una all’altra, che progressivamente evolvono in “picchiettatura” (accostamento di piccoli punti e linee sottilissime). Abbandona il nero ottenendo gli effetti di oscurità e ombra affiancando rosso e giallo al blu di fondo, facendo in modo che si fondano sulla retina dell’osservatore (Panni al Sole, 1894). Nello Specchio della vita (1898), la fila di pecore non è regolare e omogenea, ma un comporsi di animali differenti a diversi intervalli, evidenziati dalle iridescenze sul profilo superiore, che rendono la vibrazione della luce attorno alle forme. L’effetto dell’allineamento è sottolineato dall’orizzontalità dell’argine, dalle linee ondulate delle colline e delle nuvole sullo sfondo. Un’ulteriore riaffermazione della linea ondulata come elemento essenziale della composizione è la cornice dipinta, costituita da una barra marrone con sottili striature rosse e blu, che rendono più dinamica la composizione.
Anche Nomellini, ne Il Mare di Genova (1893), restituisce le vibrazioni luminose prodotte dalle luce del cielo riflessa e rifratta dalle iridescenze dell’acqua, dividendo il colore, disponendolo a virgole, punti, lineette e lunghi tratti di colori puri affiancati: bianco, azzurro e blu con contrasti di gialli, rossi e verdi. La varietà di applicazione delle pennellate (a puntini pulviscolari all’orizzonte, in linee lunghe e circolari sottilissime in primo piano) prefigura la straordinaria capacità di Nomellini di suggerire non solo i diversi aspetti della natura, ma anche le declinazioni emotive dei soggetti dipinti.
Un ulteriore esempio del rigore della tecnica divisionista è la tela di Angelo Morbelli Per 80 centesimi! (1895), ispirata dalla monda del riso nel Casalese. La preparazione della tela, con l’azzurro nella parte bassa e il verde nella parte alta, è diversificata per riproporre con maggior precisione la risaia a contrasto con la vegetazione sullo sfondo, mentre la moltiplicazione e la stratificazione dei lunghi filetti di colori puri consente la riflessione colorata sulle vesti delle donne sullo specchio d’acqua e sulle piantine di riso.
Le piccole pennellate, gli accostamenti cromatici, associati alla scelta di operare nel rispetto delle diverse condizioni di luce e colore, impongono tempi di esecuzione molto lunghi. Avvalersi di fotografie, trasferendo le tele negli atelier, “facendo di reminescenza”, attutisce la percezione del reale, alterando i rapporti tra luce e ombra. È quindi fondamentale lavorare en plein air, oltre che utilizzare colori di cui si conoscono le caratteristiche chimiche e fisiche, per garantire la miglior resa sulla tela.

Se la “conoscenza delle leggi che regolano ed equilibrano forme in un quadro bello è il mezzo più sicuro nel condurre a buon fine qualunque opera d’arte” (Pellizza), gli allestimenti a Volpedo e Tortona, con la visita al museo didattico, uniti a una passeggiata lungo l’itinerario dei “luoghi pellizziani”, garantiscono una panoramica accurata ed esaustiva sulla tecnica divisionista e sull’evoluzione artistica del maestro alessandrino.

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Luce, controluce, iridescenze

gabriella grea


Info: Associazione Pellizza Da Volpedo, tel./fax +39 013180318; info@pellizza.it; www.pellizza.it

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