Alassio, fotografia di Emanuele Piccardo. Mostra "MiraMare" - Festival "Abitare la Vacanza. Architetture per il tempo liberato", 2025
Che cosa resta di quelle vacanze del boom economico, quando l’estate era il tempo della leggendaria “villeggiatura”? E oggi, che cosa significa vivere il tempo sospeso delle ferie? Il festival Abitare la Vacanza. Architetture per il tempo liberato, in programma dall’1 al 5 luglio a Varazze e dall’8 al 13 luglio a Ospedaletti, prende avvio lungo la costa ligure per indagare il patrimonio materiale e immateriale generato da decenni di turismo balneare, speculazioni edilizie, utopie architettoniche e trasformazioni sociali, per un progetto curatoriale a firma di Gloria Bovio, Andrea Canziani ed Emanuele Piccardo, che si muove tra arte, architettura e antropologia. Il festival proseguirà fino al 2026 lungo la Côte d’Azur e il Var Provenza-Alpi-Costa Azzurra, grazie alla collaborazione con la Direction régionale des Affaires culturelles DRAC PACA e il Ministero della Cultura francese.
A oltre 60 anni dal reportage La lunga strada di sabbia di Pier Paolo Pasolini e Paolo Di Paolo, che nell’estate del 1959 percorsero in auto l’intera costa italiana, e in dialogo ideale con la XIII Triennale del 1964 dedicata al tempo libero, Abitare la Vacanza propone un’indagine attuale su come l’architettura abbia saputo dare forma al desiderio, alla memoria e all’identità dei luoghi. Il momento della vacanza, tradizionalmente considerato uno spazio di evasione, si rivela qui una chiave critica per leggere le trasformazioni degli immaginari attraverso i luoghi, dai complessi residenziali modernisti come Capo Pino e Capo Nero (1952-72) tra Sanremo e Ospedaletti, di Luigi Carlo Daneri, al piano urbanistico di Ignazio Gardella e Marco Zanuso per Piani di Invrea a Varazze (1958-63). Due casi studio emblematici, in cui il desiderio di una nuova forma dell’abitare temporaneo ha dato origine a vere e proprie architetture del tempo libero.
Il festival proporrà un calendario di mostre, talk, laboratori per bambini, visite guidate, proiezioni e un archivio partecipativo intitolato Diario Vacanza, dove le memorie private si intrecciano con la narrazione collettiva. L’obiettivo? Rimettere al centro il paesaggio come bene comune, interrogando la possibilità di conservarlo o trasformarlo attraverso nuove pratiche progettuali e culturali.
Tra gli highlight del programma: la mostra MiraMare, un taccuino di viaggio fotografico con gli scatti di Gaia Cambiaggi, Marco Introini ed Emanuele Piccardo, che documentano architetture, frammenti e visioni della costa ligure; il ciclo di film documentari Des rêves de vacance en béton di Reinhold Jaretzky; l’Edicola del festival, un angolo di sosta tra sdraio, libri e cartoline d’artista, dove leggere, ascoltare o semplicemente osservare il mare con occhi diversi.
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