Residenza Elena Bellantoni, Dino Zoli Textile, Ph. Milo Adami
Vincitrice del Premio Speciale Fondazione Dino Zoli e Dino Zoli Textile ad Arteam Cup 2020, Elena Bellantoni, durante la residenza artistica svoltasi tra l’estate e fine dicembre 2022 all’interno dell’azienda Dino Zoli Textile di Forlì, ha sondato a fondo l’esigenza di rivalutare il luogo di lavoro e i rapporti interpersonali, dando vita al progetto “Se ci fosse luce sarebbe bellissimo”. I dipendenti dell’azienda sono stati invitati a prendere parte a laboratori d’arte partecipata, per lavorare con l’artista sulla propria idea di immagine corporea in relazione ai colleghi e agli spazi aziendali, ma anche sul tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
“Se ci fosse luce sarebbe bellissimo” – racconta Elena Bellantoni – nasce da una riflessione sullo spazio del lavoro come luogo abitato da corpi sensibili. In media ogni persona trascorre nel proprio luogo di lavoro circa 12 anni senza sosta. La “fabbrica” diventa una “nuova casa” dove abitiamo, in cui possono emergere lati importanti del nostro vissuto e della nostra personalità. Il luogo di lavoro rispecchia e racconta di noi della nostra esperienza intersoggettiva con il mondo e le persone. Credo sia molto importante partire da questo contenitore “casa – lavoro” e analizzarne la relazione con i corpi che abitano lo spazio. Ho pensato di costruire un percorso “visionario”, a partire dal vissuto e dall’idea di immagine corporea che ogni lavoratore ha di sé».
Il percorso svolto durante la residenza si è diviso in tre nuclei: il laboratorio “L’immagine che abito”, attraverso il quale i dipendenti hanno raccontato i loro confini personali grazie all’utilizzo di colori e parole, avvalendosi anche di quegli “oggetti affettivi” che ricorrono in ogni postazione; il “Lavoro sul movimento”, singolo, a gruppi e nello spazio, nato per restituire libertà e apertura all’interno dell’ambiante lavorativo; infine, la preparazione da parte dell’artista del video “Se ci fosse luce sarebbe bellissimo…”, originato dal vivere dell’artista in azienda per mesi, cercando di far percepire agli utenti finali che una residenza artistica porta con sé una riflessione profonda sugli spazi e sui lavoratori.
Nella mostra personale di Elena Bellantoni, che nel 2023 sarà curata da Nadia Stefanel presso la Fondazione Dino Zoli, i disegni prodotti durante la residenza diventeranno dettagli di abiti-scultura realizzati con i tessuti della Dino Zoli Textile, esposti insieme al video, che verrà girato nel mese di gennaio, caratterizzato dal focus sui gesti singoli del lavoro quotidiano, da azioni collettive e sui rapporti interpersonali con i dipendenti, i collaboratori e la proprietà.
«Crediamo fermamente che l’arte e la cultura, anche sul luogo di lavoro, in cui si trascorre tanta parte del proprio tempo, permettano a tutti di vivere esperienze arricchenti, contribuendo alla crescita personale e al miglioramento delle relazioni. Una buona pratica che ci sentiamo di consigliare anche ai colleghi, perché la cultura fa bene» ha dichiarato Monica Zoli, socia di Dino Zoli Textile. Grazie all’unione tra arte e impresa è possibile accrescere il welfare aziendale, promuovere il territorio e sostenere gli artisti del presente, riscoprendo la propria dimensione e chi ci circonda, così da ritrovarsi accanto non più solamente dei colleghi ma delle persone.
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