In Italia si dice che Villa Medici è la più importante
istituzione francese fuori dall’Hexagone. È vero?
È vero. Questo è un incarico che suscita molti interessi
in patria e non solo. È un contesto dove si possono fare delle cose molto
concrete. Questa istituzione è aperta al mondo molto di più di quanto si possa
credere: i pensionnaires, ad esempio, non sono solamente francesi, è sufficiente sapere
parlare il francese. Questo è quello che fa grande la cultura del mio paese,
l’apertura al mondo, la presa in carico dei problemi dell’attualità.
La direzione di Peduzzi è stata più orientata al
teatro, quella di Mitterrand al cinema. La sua direzione tornerà a essere più
dedicata all’arte come ai tempi di Bruno Racine?
Certo, le mie competenze sono innanzitutto nella storia
dell’arte e dell’arte contemporanea. Ma la tradizione della Villa è la
pluridisciplinarietà. Per me ogni disciplina deve essere al centro e in
sinergia con le altre.
Il tema principale del suo programma sarà il flusso,
l’ibridazione tra le discipline…
Il tema è quello della circolazione. Non è un tema
esclusivamente formale, è un tema d’identità che si va formando e che diventa
sempre più ricca se riesce a riflettere sulla storia. Una figura
esemplificativa, in questo senso, è quella di Adrian Paci, artista che ha
iniziato dalla pittura per poi integrarla con altri medium come il video ed è
molto legato alla sua identità. Ciò che mi interessa sono le questioni attuali,
non ho mai avuto la sensazione di fare un lavoro differente quando espongo
giovani artisti, fotografi, storici o arazzi realizzati su disegni di Poussin.
L’essenziale è individuare come circolano le immagini, anche da un medium
all’altro, da una scala all’altra…
“Un professore universitario che faceva delle mostre e
che faceva il critico d’arte. Una figura un po’ ibrida”. Questo il biglietto da
visita del neodirettore di Villa Medici, Éric de Chassey. Che, sul prossimo di Exibart.onpaper,
dopo aver sciolto i nodi cruciali relativi alla “sua” accademia (budget,
progetti futuri), e averne preannunciato l’apertura alla città, affronta la
questione dei rapporti con le altre rappresentanze culturali estere presenti in
copia nella Capitale. Cooperazione: dove, come e quando? La risposta sul
prossimo numero…
articoli correlati
Garouste
a Villa Medici
link correlati
Abbonati a Exibart.onpaper
Fai pubblicità su Exibart
Diventa anche tu Exibart.point
a cura di massimiliano tonelli
Villa Medici – Accademia di Francia
Viale Trinità dei Monti, 1 (zona piazza di Spagna) – 00187 Roma
Info: tel. +39 06676291; fax +39 066761243; stampa@villamedici.it; www.villamedici.it
[exibart]
Con una selezione di alcuni dei suoi lavori più iconici, la galleria di Thomas Brambilla ospita fino al prossimo 20…
Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…
L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…
Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…
Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…
La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…