#EX_TRA: sui ponteggi di Roma, l’arte è in grande formato. E dà il buon esempio

di - 12 Febbraio 2021

Chi ha detto che la nuova dimensione dell’arte è solo online? Con #EX_TRA, l’arte esce dalle gallerie e dai musei e va anche fuori dagli schermi degli smartphone e dei computer, in effetti, possiamo dire che va letteralmente oltre le dimensioni alle quali siamo abituati, pur rimanendo nel quotidiano. Perché, per il progetto diretto da Claudio Presta e curato da Chiara Nicolini, le opere prendono forma sulle facciate dei ponteggi di restauro dei palazzi nel centro storico di Roma. Una estensione coerente, visto che #EX_TRA è presentato e promosso dal Gruppo Pouchain, impresa edile impegnata nel settore del restauro monumentale.

«Il progetto nasce in un momento storico nel quale il tempo sembra sospeso ed a causa della chiusura dei musei, dei cinema, e dei teatri, vengono a mancare tutti quei momenti di dibattito e di riflessione che nutrono la nostra mente e che arricchiscono ed evolvono la nostra sfera culturale», spiegano gli organizzatori. «Le immagini che dunque non si trovano all’interno di una galleria o un museo, creano una frattura, uno spaesamento che induce alla curiosità, al porsi delle domande. Non sarà una fruizione passiva ma ognuno reagirà all’immagine che si troverà davanti in base alle proprie esperienze ed a quello che è il proprio vissuto nella contemporaneità», continuano.

Autrice delle opere è la street artist Alessia Babrow che, dopo la prima tappa di dicembre, in questa occasione ha presentato Shero, una rivisitazione, realizzata appositamente per #EX_TRA, di una delle tre opere del progetto Now, nato nel 2017. L’opera sarà visibile – anzi, più che visibile, visto che stiamo parlando di un 12×12 metri – dal 12 febbraio 2021, a Passeggiata di Ripetta 22, Roma.

Amare è un gesto da super eroi: le parole di Alessia Babrow per #EX_TRA

«Amare è sempre un atto super-eroico, (da qui il nome)», spiega la poliedrica artista che, nel 2019, realizzò un poster con la figura dell’Ascensione di Gesù, presa dall’originale di Heinrich Hofmann e poi, qualche mese fa, finita in un francobollo del Vaticano a sua insaputa. «Al di là del romanticismo a cui siamo abituati per cultura ad associare questa parola, amare è uno stato dell’essere che si diffonde trasformando tutto intorno a sé; dagli ambienti alle persone alla società. Per indole l’essere umano è un procrastinatore, ma l’amore non è un ideale, un’utopia, è una scelta che va rinnovata ogni giorno, ogni momento. Ora», prosegue Babrow.

«Proprio questo momento storico ci sta chiedendo di incarnare quell’eroe che esiste in ognuno di noi al fine di manifestare la capacità di trasformare ogni difficoltà in opportunità. Trovo molto ironico esporre ed usare un’estetica pubblicitaria sfruttando proprio quegli spazi che solitamente vengono usati per veicolarci verso un consumo. L’arte per me è un servizio sociale. Penso che l’artista ha una grande responsabilità in ciò che sceglie di trasmettere attraverso le proprie opere, maggiormente quando si tratta di Arte Pubblica».

Insomma, #EX_TRA come extra large ma anche come Exempla Trahunt, come dicevano i saggi latini, gli “esempi trascinano”, che è l’intento condiviso dall’artista e dagli organizzatori del progetto.

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