Alice Rohrwacher e Muta Imago, Bar Luna, veduta dell'installazione, Bologna, 2024. Foto Lorenzo Burlando
Un immaginario cinematografico che diventa oggetto, scultura, installazione, ambiente, atmosfera che si fa attraversare dalla realtà ma anche dalla fantasia, perché a cosa servono i confini? Dal Centre Pompidou di Parigi arriva a Bologna, nella Galleria Modernissimo, lo storico cinema sotto Piazza Maggiore, il Bar Luna di Alice Rohrwacher e Muta Imago.
L’acclamata regista originaria di Fiesole, famosa per film autoriali come Corpo Celeste, pellicola d’esordio, e Lazzaro Felice, ha collaborato con il due artistico composto dalla regista Claudia Sorace e dal dramaturg e artista sonoro Riccardo Fazi per la realizzazione di un’opera multimediale e multidimensionale, tutta da esplorare e da vivere in prima persona, con la partecipazione del fiorista-paesaggista Thierry Boutemy. L’ambientazione è importante ma ancora di più superarla, visto che i visitatori sono inviati a oltrepassare la soglia tra ciò che è visibile e ciò che è nascosto, tra “l’aldiquà ” e “l’aldilà ”, per addentrarsi tra l’immensità delle stelle e ritornare alle nostre radici comuni, qui, tra di noi, sulla Terra.
E si suggerisce così una nova dimensione anche per il Cinema della Cineteca di Bologna. La storica sala risale a inizio Novecento e, a quei tempi, rappresentava un potente simbolo di progresso, sulla scia dei cambiamenti sociali e urbanistici che stavano trasformando il centro della città . Poi, dopo alterne vicende, la chiusura nel 2007, con il nome di Cinema Arcobaleno, tra i più frequentati del circuito bolognese. Quindi tra il 2023 e il 2024 la riapertura, a seguito di un importante progetto di recupero, mantenendo l’allure la struttura storica ma adeguando la qualità dell’immagine e del suono agli attuali standard tecnologici.
«L’immaginario cinematografico di Alice Rohrwacher occupa gli spazi sotterranei della Galleria Modernissimo: nell’attraversare gli ambienti della mostra, i protagonisti diventano i visitatori stessi, con le loro percezioni, le loro emozioni e le loro esperienze», così dalla Cineteca di Bologna introducono l’installazione di Rohrwacher e Muta Imago, commissionata e presentata per la prima volta al Centre Pompidou di Parigi tra dicembre 2023 e gennaio 2024 e immaginata nuovamente per la Galleria Modernissimo, con la collaborazione dello scenografo Giancarlo Basili. «Cosa facciamo del nostro passato? Cosa ci lega al mondo?», a partire da queste domande i visitatori sono invitati a immergersi in un’atmosfera magica e misteriosa che alterna racconti orali e paesaggi sonori, realtà e finzione, passato e futuro, fotografie e frammenti video.
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