Riscoprire una figura importante nell’innovazione dei linguaggi artistici del Novecento e valorizzare le ricerche delle giovanissime generazioni. Queste le ambizioni del Premio Aldo Galli, istituito dall’omonima Accademia di Belle Arti, che dal 2010 rientra nel Network IED ed è dedicata, da più di 20 anni, al nome del raffinato artista, nato a Como nel 1906 e scomparso a Lugano nel 1981.
Riservato agli alunni dei corsi triennali e quinquennali di Arti Visive, Design, Fashion Textile e Restauro dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli – IED Network, il Premio ha invitato gli studenti a intraprendere un percorso di approfondimento delle opere e della poetica dell’artista lariano. Questo itinerario è culminato in un’esposizione delle opere degli studenti partecipanti, allestita nella Sala del Broletto, spazio dotato di grande fascino e denso di storia per la città di Como: Alessia Basilico, Alexa Baldessari, Caterina Magni, Kristian Piazza, Michela Lori, Gabriella Ghielmetti, Giorgia Gardinali, Martina Radice, Luca Gelmini, Annalisa De Marzi, Marlena Moi, Sarah Bellome, Angela Pintossi, Mattia Riccardo, Fabiola Porchi, Giulia Laurenzi, Federica Rovere, Caterina Fossati, Noemi Ratti. A cura di Roberto Borghi e Ivan Quaroni, coordinatore del corso di Pittura e Linguaggi Visivi dell’Accademia, la mostra aprirà il 6 ottobre ed è scandita da dipinti, sculture, installazioni, progetti di tessuti, tutti ispirati alle sofisticate trame visive, alle suggestioni architettoniche, alle tonalità auree che contraddistinguono il mondo creativo di Galli.
Dopo aver studiato pittura e incisione a Brera, Galli tornò a Como nel 1932 e qui entrò in contatto con il gruppo di artisti riunitosi attorno all’architetto razionalista Giuseppe Terragni e agli astrattisti Manlio Rho e Mario Radice. Membro del cosiddetto “Gruppo Como”, Galli è quasi più noto all’estero, soprattutto in Francia e Svizzera, che in Italia. Le sue opere, realizzate in diversi materiali, dalla carta alla tela, dall’alluminio alle vetrate, sono ritenute tra le più significative delle prime esperienze di arte astratta in Italia. Una sua grande scultura fa parte del fondo delle collezioni di arte moderna del Comune di Milano, mentre il suo archivio è attualmente custodito nella Biblioteca di Como. Insomma, una materia importante per la storia dell’arte contemporanea, che proprio gli studenti, nel loro percorso di formazione, potranno reinterpretare.
Partner del Premio è la Fondazione don Eugenio Bonoli onlus, che ha deciso di supportare la creatività degli studenti con l’erogazione di tre premi in denaro per altrettante opere che verranno selezionate da un comitato scientifico composto dai collezionisti Emilio Bordoli, Paolo De Santis, Lorenzo Spallino, da due giovani galleristi, Camilla Moresi e Simon David, da Isabelle Brouard, marketing manager Italia di Lefranc Bourgeois e da Pier Luigi Guzzetti, collezionista e Presidente di Fondazione Rivoli2 . Il comitato sarà presieduto da Gianluca Aliverti, presidente della Fondazione Bonoli.
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