Adrian Paci, The Column Vite in transito, Biennale di Venezia, 2014, courtesy of Kaufmann Repetto
In Ogliastra, a Tortolì, il 24, 25 e 26 settembre una serie di incontri intorno al mondo dell’arte: «Un simposio internazionale che esplora il ruolo e l’attualità della scultura contemporanea», scrivono le curatrici Giuliana Altea e Antonella Camarda.
Ad aprire, il 24 settembre, dopo i saluti delle curatrici e di Franco Carta, direttore del progetto di Fondazione di Sardegna, il direttore di Artissima Luigi Fassi e Nerina Ciaccia, gallerista, hanno parlato del ruolo di fiere e gallerie, di mercato e di promozione degli artisti. Seguono l’artista Bettina Pousttchi e Kathy Alliou, del Museo del Beaux Arts de Paris, che hanno conversato sul percorso di Pouscttchi, già conosciuta sull’isola per la mostra “Metropolitan Life”. A concludere la sessione, il dialogo su impegno sociale, arte e attivismo, tra Luca Cheri, direttore del Museo Nivola e l’artista Pedro Reyes, ospite a Orani con la mostra “Zero Armi Nucleari”.
La seconda giornata, il 25 settembre, è stata aperta da Camilla Mattola con una interessante ricostruzione storica sul progetto di arte pubblica e scultura all’aperto “Su Logu De S’iscultura”, sviluppatosi a Tortolì da metà anni ‘90 al 2009, promosso dalla Associazione Porto Frailis e curato dal gallerista Edoardo Manzoni (1930-2012) direttore della Galleria La Polena di Genova. A seguire, André Buchmann, gallerista, ha parlato del suo percorso biografico, del suo lavoro e delle sfide del mercato dell’arte contemporanea.
Nella sessione pomeridiana l’artista Adrian Paci e Martin Engler, critico e autore, hanno ripercorso le tensioni sospese dell’attività di Paci. A seguire, l’artista Carmen Calvo e Mark Gisbourne, curatore, hanno discorso sull’attività e le istanze creative della affascinante e vivace artista, partendo da L’origine du monde fino alla produzione odierna e futura. A chiudere, l’artista Mary Ellen Carroll e Ruth Noack, storica dell’arte, hanno dialogato ed esplorato la ricerca concettuale della scultrice.
Il terzo giorno del simposio ha visto Elisa Linn e Lennart Wolff, curatori, parlare del lavoro di Peter Fend, in un intreccio tra estensione dell’arte, storia (e arte), media, cambiamento climatico ed emergenza ambientale. Seguono l’artista Nairy Baghramian, con le curatrici Giuliana Altea e Antonella Camarda, che insieme hanno analizzato la produzione della scultrice e ne hanno intelligentemente esplorato le istanze. Nel pomeriggio, l’intervista a Emilio Isgrò da parte di Chiara Gatti, direttrice del Museo MAN di Nuoro, su lavoro artistico e intellettuale, distruzione creativa e arte come impegno politico.
Seguono il direttore dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Massimo Bray e Giuseppina Leone, responsabile di progetti editoriali freelance, che hanno parlato di libro d’arte e d’artista e intavolato, non lontano dalla dismessa e abbandonata Cartiera di Arbatax, alcune interessanti riflessioni sulla forma fisica del libro, sul mondo dell’editoria, le sue trasformazioni e sui mestieri che producono il libro. A conclusione della serata, l’artista Gian Maria Tosatti e Lucrezia Longobardi, curatrice, hanno affrontato l’arte e l’attivismo sociale di Tosatti, tra performance, installazioni e percorso personale ed intellettuale.
Un impegnativo progetto voluto da AR/S – Arte Condivisa in Sardegna, Università di Sassari e amministrazione comunale di Tortolì, paese de Su Logu de S’Iscultura, progetto ora rinato. Un riuscito evento, con la macchina organizzativa del duo This is Acqua, Chiara Velardita e Riccardo Uras, la professionalità di Andrea Mignogna e Gianluca Flore e dei traduttori Maura Fancello, Giacomo Littera, Marianna Lunesu.
A Tortolì, proponendo l’isola come piattaforma discorsiva e possibile centro di un sistema dell’arte sempre più delocalizzato e globale, un vivace simposio aperto al pubblico, tra incontro e formazione, per portare il dibattito sull’arte e i suoi sviluppi più attuali in Sardegna: non in cerca di risposte definitive, ma di riflessione e dialogo.
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