La guida illustrata di Olafur Eliasson alla creazione di un mondo a energia solare

di - 21 Maggio 2021

Little Sun, l’associazione no-profit sull’energia pulita fondata dall’artista danese-islandese Olafur Eliasson e dall’ingegnere Frederik Ottesen, ha presentato la sua nuova guida, “Reach for the Sun: Ten Steps to Creating a Solar-Powered World”. “Reach for the Sun” è una guida digitale in dieci passi finalizzata alla creazione un mondo a energia solare.

La campagna è stata illustrata dall’artista italo-nigeriana Diana Ejaita e sostenuta da IKEA Foundation. L’obiettivo è quello di contribuire ad affrontare il cambiamento climatico e a porre fine alla povertà energetica, accelerando il cammino verso l’azzeramento delle emissioni di carbonio e garantendo l’accesso universale all’energia pulita ed economica. Little Sun ha contribuito a fornire energia e luce a oltre 3,2 milioni di persone che altrimenti non ne avrebbero accesso. Lo strabiliante lavoro svolto fino a ora ha ridotto di 800mila tonnellate metriche le emissioni di CO2 e ha fatto risparmiare alle famiglie che vivono al di fuori della rete elettrica 150 milioni di dollari in spese energetiche.

Olafur Eliasson ha così salutato il progetto: «Abbiamo bisogno che tutti riconoscano l’opportunità dell’energia solare. L’arte ci aiuta a farlo; ci permette di sentire il potere nelle nostre mani». La guida è destinata sia agli individui che alle organizzazioni che lavorano per la transizione energetica globale. Nel testo sono stati identificati dieci passi semplici e quotidiani per alimentare il mondo con il sole, tracciando una sorta di tabella di marca per coloro che desiderano creare nuove abitudini green.

le illustrazioni di Diana Ejaita

Gli obiettivi della guida illustrata

Uno degli obiettivi è quello di raggiungere un mondo a zero carbonio entro il 2040. John Heller, CEO di Little Sun ha recentemente affermato: «Crediamo che l’arte possa creare possibilità di azione per il clima, ispirando la connettività globale, promuovendo l’azione positiva e migliorando l’impegno della cittadinanza. Il lavoro di Little Suns con gli artisti ci aiuta a immaginare un futuro che ancora non riusciamo a comprendere, un futuro in cui tutte le persone prosperano e condividono il potere del sole». Modificare, dunque, la visione del pubblico sulla crisi climatica, conducendo un dibattito sul clima non verso la paura e la disperazione ma con la speranza verso le possibilità di ciò che possiamo creare insieme.

Olafur Eliasson e l’ingegnere Frederik Ottese

Anche se attualmente fornisce solo il 3% dell’energia mondiale, la ricerca suggerisce che il solare può soddisfare la maggior parte delle esigenze energetiche del mondo entro il 2040 ed è il mezzo più potente per prevenire il cambiamento climatico improvviso, se implementato ora. Reach for the Sun è sostenuta dal Global Solar Council, l’organismo commerciale dell’industria mondiale dell’energia solare, e supportata da SolarPower Europe, Community Arts Network, GOGLA, Efficiency for Access, SELCO Foundation, Sail GP, Sustainable Energy for All e Climate Museum.

Charlotte Webster, responsabile della comunicazione di Little Sun ha invece sottolineato come «L’umanità si affanna a cercare soluzioni alle cause e alle conseguenze del cambiamento climatico. La nostra fissazione di cercare energia nel sottosuolo ci ha spinto pericolosamente vicino a un limite di riscaldamento che scatenerà condizioni irreversibili per tutti noi. Eppure, tutto quello che dobbiamo fare è guardare in alto. Una soluzione è visibile a noi tutto il tempo, ogni giorno: il sole. Il viaggio verso un mondo alimentato da energie rinnovabili inizia da come ci sentiamo. Con l’aiuto dell’arte, invitiamo l’umanità a sentire questo futuro, a immaginare meglio e a ri-orientarsi intorno al sole».

Il progetto è accessibile a tutti come toolkit di comunicazione open source (ecco qui il link).

I progetti di Olafur Eliasson

Olafur Eliasson vive e lavora tra Copenhagen e Berlino. Qui, nel 1995, ha fondato lo Studio Olafur Eliasson, in cui un team – composto da un centinaio di artigiani, architetti, storici dell’arte, archivisti, programmatori, amministratori, tecnici scientifici e cuochi – lo assiste nella realizzazione dei suoi lavori altamente sperimentali. Tra le sue opere più celebri, ricordiamo l’evocazione dei cambiamenti meteorologici ricostruiti nella Turbine Hall della Tate Modern di Londra (“The Weather Project”, 2003), o ancora le quattro cascate che scrosciavano in pieno East River a New York (“New York City Waterfalls”, 2008), o il viaggio cosmico proposto alla Fondation Louis Vuitton a Parigi (“Contact”, 2014-2015). Recentemente vi avevamo poi scritto delll’ultima strabiliante mostra dell’artista, allestita presso la Tanya Bonakdar Gallery di New York. L’ultima installazione di Eliasson è invece “Life”, un fiume verde, con tanto di ninfee e felci, che ha invaso gli spazi della Fondazione Beyeler di Basilea.

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