Ad Ancona, dall’8 al 10 maggio 2026, torna Popsophia con una nuova edizione che sposta il baricentro della riflessione verso la Melancholia, intesa come condizione emotiva e culturale capace di attraversare il presente. Il festival si articolerà tra il Teatro delle Muse, il Ridotto e la Pinacoteca Civica Podesti, con un programma che intreccia filosofia, musica, cinema e nuovi media, mantenendo quella vocazione ibrida che negli anni ne ha definito il profilo, tra divulgazione e ricerca, intrattenimento e pensiero critico, senza separare l’esperienza culturale dalla dimensione collettiva.
La manifestazione è stata presentata a Roma, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, alla presenza del presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone, insieme alla direttrice artistica Lucrezia Ercoli, all’assessore alla Cultura del Comune di Ancona Marta Paraventi e ad altri rappresentanti istituzionali, come l’europarlamentare Carlo Ciccioli, la consigliera regionale della Regione Marche Chiara Biondi, l’assessore comunale Marco Battino e il direttore generale dell’ufficio scolastico regionale delle Marche Donatella D’Amico.
Dopo aver indagato il tema della magia nell’edizione precedente, Popsophia sceglie per il 2026 un territorio più ambiguo e stratificato: quello di uno “spirito saturnino” sospeso tra euforia artificiale e spaesamento esistenziale. La malinconia viene così letta non solo come condizione individuale ma come chiave di accesso per interpretare le trasformazioni contemporanee, dalle nuove solitudini digitali alle fragilità collettive.
«Il festival è dedicato alla Melancholia e anche attraverso la grafica abbiamo voluto rendere l’idea di questo percorso che dal buio della malinconia, dell’oscurità va verso la luce: abbiamo preparato tanti eventi diversi che cercano una declinazione di un tema ambivalente, la tristezza, l’apatia», ha dichiarato Lucrezia Ercoli. «Ma al tempo stesso la malinconia è all’origine della creatività. L’artista passa per questo umore oscuro, che è stato d’animo, ma anche malattia, condizione e stato culturale. Ci siamo ispirati ad un aforismo iconico di Deleuze, “A cosa serve la filosofia? Serve ad intristirci”, ci dice Deleuze. Per usare un paradosso linguistico possiamo dire che la tristezza sarà al centro del divertimento nei tre giorni di Popsophia, per stare insieme guardando alle cose malinconiche».
Il programma si svilupperà lungo tre giornate che alterneranno momenti di approfondimento e spettacolo. Nei pomeriggi al Ridotto, le rassegne tematiche, da Philofiction a Mediascape fino a Cinesophia, attraverseranno immaginari popolari e linguaggi contemporanei, dalla serialità televisiva al cinema, fino alle implicazioni filosofiche dell’intelligenza artificiale. La sera, al Teatro delle Muse, i Philoshow prodotti da Popsophia metteranno in scena un dialogo tra pensiero e musica, con la direzione artistica di Ercoli, la regia di Riccardo Minnucci e le esecuzioni live dell’ensemble Factory.
Tra i momenti centrali, lo spettacolo inaugurale dedicato al jazz, in occasione del centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane, e il philoshow Anima fragile, che rilegge la produzione di Vasco Rossi attraverso il filtro della malinconia generazionale. La giornata conclusiva si muoverà invece tra cinema e canzone d’autore, fino al dialogo tra Ilaria Gaspari e Lucrezia Ercoli sulle voci di Mina e Ornella Vanoni.
Accanto al programma performativo, il festival attiva anche una dimensione espositiva con la mostra immersiva Al di là, ospitata alla Pinacoteca Civica Podesti. Il progetto, sviluppato nella meta gallery digitale di Popsophia, mette in relazione opere della collezione permanente e ambienti virtuali, proponendo un percorso multisensoriale che riflette sul tema della morte nell’epoca dei nuovi media. Completa il palinsesto una rassegna editoriale in collaborazione con la libreria Fogola, dedicata ad autori e pubblicazioni in dialogo con il tema del festival.
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