Olimpia, come sarà la prima biennale d’arte contemporanea diffusa nell’Alta Langa

di - 25 Giugno 2025

Superare la logica del white cube per fondersi con il paesaggio, restituendo all’arte il compito di abitare i luoghi, ascoltarne le storie e amplificarne le voci, tra filari di viti, torri medievali, oratori affrescati. Questo il contesto naturale e antropico in cui prende forma Olimpia, la Biennale d’Arte Contemporanea dell’Alta Langa piemontese, curata da Lunetta11 – galleria che già ha promosso il festival omonimo – e promossa dall’Unione Montana Alta Langa. Una manifestazione diffusa che, nella sua edizione zero, dal titolo evocativo Prova d’orchestra, si propone come un cantiere aperto alla sperimentazione.

Dal 5 al 13 luglio 2025, i borghi dell’Alta Langa di Serravalle Langhe, Cortemilia, Prunetto, Paroldo, Castino, Camerana e Niella Belbo diventeranno scenari della biennale Olimpia per un dialogo fecondo tra arti visive, musica e letteratura, in un percorso site specific che intreccia la giovane scena artistica italiana con le memorie e le specificità del territorio.

Stefano Caimi, Fairy Ring, 2023, ph. credit dell’artista

L’installazione Fairy Ring di Stefano Caimi, nel giardino dell’Ecomuseo dei Terrazzamenti e della Vite a Cortemilia, apre la rassegna con una riflessione poetica sulla relazione tra natura, mito e percezione. Il “cerchio delle streghe” evocato dall’artista diventa dispositivo estetico per rileggere l’invisibile che permea i luoghi, suggerendo l’esistenza di energie sotterranee, vitali e ancestrali.

Paolo Dellapiana, Preludio, 2021, performance a Lunetta11

Parallelamente, nell’oratorio di San Michele a Serravalle Langhe, spazio risignificato dall’intervento di David Tremlett, prenderà forma una residenza aperta al pubblico: la videoartista Emma Scarafiotti e il musicista Paolo Dellapiana danno vita a un laboratorio sinestetico dove immagine e suono si contaminano, fondendo strumenti analogici, fotografia e paesaggio sonoro. Il 6 luglio, nel Castello di Prunetto, l’arte si fa aria con Otto Cieli, performance partecipativa di Oliviero Fiorenzi che invita il pubblico a far volare aquiloni-scultura: una coreografia celeste che trasforma il cielo in superficie performativa condivisa.

Emma Scarafiotti

Il 12 luglio, l’itinerario si fa più articolato: a Camerana la Fondazione Bevilacqua La Masa promuove Come due gocce d’acqua, opera site specific di Dora Perini pensata per la torre medievale, esito di un dialogo con la comunità locale. A Paroldo, la Fondazione Recontemporary di Torino presenta la mostra Listen to me, why is everything so hazy? di Mara Palena, esplorazione intima e visiva sull’identità e la memoria attraverso i linguaggi della new media art, mentre a Niella Belbo, Edoardo Manzoni poserà Promessa, una scultura permanente in bronzo, ottone e pietra, dedicata alla vulnerabile resistenza del corpo e della materia.

Mara Palena, per Olimpia, ph. credit dell’artista

Gran finale il 13 luglio, nella piazza di San Bovo di Castino, con il reading spettacolo 1984, tratto da George Orwell, interpretato da Giuseppe Culicchia e Giorgio Li Calzi. Un intreccio di parole e musica che restituisce all’opera distopica la sua urgenza contemporanea, in un contesto rurale che farà da palcoscenico di riflessione collettiva.

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