Sam Falls che coglie l’attimo

di - 20 Marzo 2015
“Mentre parliamo il tempo sarà già fuggito, come se ci odiasse: Cogli l’attimo, confida il meno possibile nel domani”.
La citazione è tratta dalle odi del poeta latino Orazio ed è l’affermazione che resta nella mente, a mo’ di leitmotiv, una volta che si esce dalla mostra. ‘Carpe diem’, ossia, ‘Cogli l’attimo’, di fatto, è il concetto che ben esprime l’artista californiano nella sua personale romana inaugurata negli ampi spazi della Fondazione Giuliani per l’Arte Contemporanea, visibile fino al 18 aprile.
Il tempo, il suo fluire inevitabile, e gli effetti che questo arreca alle cose e alle persone, in un rapporto costante tra universale e individuale, tra processi naturali ed elaborazione artistica, costituiscono alcuni dei temi indagati da Falls attraverso i suoi lavori. Che formalmente si propongono, spesso secondo un estetica vicina al minimale e l’astratto, secondo la più classica tradizione dell’arte americana.

Sam Falls spiega che il suo interesse è quello di tradurre fedelmente il tempo e comprenderlo meglio attraverso l’arte e i suoi meccanismi in cui, però, cerca sempre di non imporre una ferma autorialità, lasciando piuttosto che la processualità dettata dalla natura faccia il suo corso nella creazione dell’opera. Proprio in virtù di quest’ottica la questione temporale assume un significato altissimo. Egli dunque riflette sul nostro rapporto con il tempo enfatizzando l’idea dell’Adesso, inteso come il tempo attuale, mai identico a se stesso, capace di dare significato allo scorrere, perché a differenza del passato che decade e del futuro che spaventa, esso si proporrà sempre come dimensione del presente.
‘L’Adesso’ viene interpretato dall’artista, appropriandosi di una definizione del semiologo Roman Jakobson, come uno shifter temporale, cioè un dispositivo vuoto che acquista senso solo nell’attualità, ossia quando si concepisce il trascorrere degli eventi o quando si esperisce un’opera. Dunque, nel momento in cui si acquisisce coscienza che ciò di cui si sta facendo esperienza non tornerà più, essendo il tempo in una fuga perpetua.

Falls propone in mostra quattro gruppi di lavori: untitled (moon phase, october 2014, northen hampshire) la serie di fotografie dedicate al ciclo lunare, untitled (now) il video della marea che cancella la scritta sulla sabbia ‘now’, untitled  (life and death) sette dittici fotografici costituiti da polaroid che fissano due momenti distinti: la fioritura ed il successivo essiccamento di alcuni fiori, ed infine untitled (Sarah/George/Christopher/ Penelope) alcune installazioni in elio, costituite da palloncini che sostengono dei sottili tubi di neon, (sagomati seguendo i profili di alcuni familiari dell’artista), entrambi contenenti l’elemento chimico nei suoi stati fisici differenti. L’elio, infatti, nei neon si presenta sotto forma di elettricità e produce il colore, mentre, nei palloncini contribuisce a dare la forma. Il passare del tempo influirà sullo stato chimico-fisico dell’elio, sgonfiando i palloncini e facendo perdere l’intensità al neon. L’artista dichiara: «Queste opere rappresentano il microcosmo dell’invecchiamento: sorrette all’inizio, piene di energia e di vita, caleranno nel tempo in perfetto stato restando alla fine sgonfie sul pavimento. Ciò che è stato continuerà a bruciare e i palloncini rimarranno a indicare la memoria di ciò che fu».

La percezione del tempo, nella serie estremamente concettuale di untitled (moon phase, october 2014, northen hampshire), si mostra attraverso un insieme di fotografie di candele disposte a formare le diverse fasi lunari. Su queste stesse immagini Sam Falls ha fatto poi colare la cera delle candele che si sono consumate. Che rappresenta, ancora una volta, il tempo. L’artista ha cercato di fissare una “cronologia” attraverso le fasi lunari, metaforizzando il ciclo della luna attraverso il processo di consumo delle candele.
Il risultato d’insieme della mostra è profondamente poetico ed armonico. Sam Falls si è confrontato e ha provato a tradurre in immagine la complessità di un tema che da sempre è stato oggetto di studi e riflessioni filosofico-scientifiche, suggerendoci che occorre sfruttare al massimo il tempo che ci è concesso, ‘cogliere l’attimo’, e considerare ogni momento che ci è dato come un dono.

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