Scripta 2022, l’arte contemporanea rilegge la provincia di Firenze

di - 7 Novembre 2022

Scripta – L’arte a parole”, nell’edizione 2022, ha proposto non pochi cambiamenti, rispetto a quelle precedenti. Ideata e diretta da Pietro Gaglianò e organizzata e realizzata dall’Associazione Scripta, quest’anno la manifestazione ha visto la collaborazione ancora più pregnante di ARCI Firenze che nei propri circoli e case del popolo ha ospitato sì le presentazioni dei libri ma ha accolto anche opere site-specific che gli artisti hanno realizzato e che lì rimarranno in forma permanente.

Se negli anni scorsi gli artisti padrini/madrine di Scripta avevano lasciato un segno tangibile del loro passaggio all’interno della libreria Brac di Firenze, dalla cui intraprendenza il progetto prende origine – quest’anno Margherita Moscardini ha realizzato un lavoro connesso al progetto Le fontane di Za’atari, partito nel 2016 dal campo profughi di Za’atari, in Giordania – rari erano stati gli interventi fuori dalla libreria. Invece, con questa edizione, Scripta ha prodotto vere e proprie opere disseminate sul territorio.

Paolo Ciregia ha realizzato per la Casa del Popolo di San Niccolò di Firenze – storico presidio in un quartiere centrale ancora abitato da residenti e ultimo circolo rimasto aperto dentro le mura della città – sanniccolo33. Ciregia ha focalizzato l’attenzione sul Circolo con un gesto artistico che mira a sottolineare la crisi dei centri storici e come lo spopolamento dei residenti fissi si rifletta nella vita delle Case del Popolo: ha riacceso la storica insegna luminosa del locale spenta ormai da una quindicina d’anni. L’opera (la nuova insegna) è stata rifatta uguale all’originale, coinvolgendo addirittura lo stesso artigiano che l’aveva realizzata, cambiando però colore: da bianca è diventata rossa.

Foto di Francesca Piky Pignanelli

L’opera di maggiore impatto realizzata quest’anno è però quella che Flavio Favelli ha fatto a Barberino di Mugello. All’interno del Circolo Arci “Bruno Baldini”, nella stanza che, anticamente, prima degli ammodernamenti della fine degli anni Settanta, ospitava il bar e ora è adibita a sala giochi, Favelli ha lasciato Gala. Si tratta di una pittura murale di ampie dimensioni realizzata sulle pareti e sulla volta della sala, progetto nel quale ha coinvolto i giovani della cooperativa locale Liberamente.

Foto di Francesca Piky Pignanelli

Quello di Favelli è un lavoro un po’ irriverente; l’arte può modificare un territorio e incidere su di esso, in qualche modo procurare una rottura. In questa sala sono rappresentate immagini ambigue, pacchetti di sigarette, passaporti ed etichette di vino, sostanzialmente tutte cose “illecite”, tiepidamente di rottura, che fanno parte di una memoria storica abbastanza recente.

Foto di Francesca Piky Pignanelli

Infatti, vi sono dipinte marche di sigarette che oggi non si producono più (N80, Colombo, Linda, Gala, Aurora, MS International, Futura, Edelweiss, Stop, Super, Lido), etichette del vino Chianti che identificano un territorio molto preciso con i nomi dei loro produttori (Frescobaldi Pomino, Castelgreve Chianti Classico, Chiantigiane Chianti, Rocca delle Macie Chianti Classico) e passaporti di Paesi reietti, nei quali la libertà è spesso limitata (Sudan, Angola, Arabia Saudita, Iraq). Se le etichette dei vini si identificano con un territorio reale, il passaporto rappresenta la legittimità di un territorio arbitrario, mentre le sigarette recano l’effige del leone che simboleggia il monopolio di Stato.

Articoli recenti

  • exibart.prize

exibart prize incontra Sara Lovari

I materiali sono fondamentali, ma in realtà sono loro che trovano me

19 Gennaio 2026 9:12
  • Arte contemporanea

Spazio Rivoluzione, la nuova sede aperta a Roma

È stata inaugurata a Roma, con la collettiva MEGADEATH, la nuova sede di Spazio Rivoluzione, già presente a Palermo e…

19 Gennaio 2026 0:02
  • Musei

Il Museo Reina Sofía di Madrid ha ampliato la sua collezione con 404 nuove opere

La recente acquisizione comprende 404 opere di 130 artisti provenienti da acquisti, donazioni e depositi che rafforzano una lettura critica…

18 Gennaio 2026 17:48
  • Attualità

Disimparare l’Occidente. Arte, tempo e decolonialismo

Una serata in un boteco di Rio de Janeiro diventa l’occasione per aprire una riflessione sull’arte contemporanea, la decolonizzazione e…

18 Gennaio 2026 16:42
  • Cinema

In “No Other Choice”, Park Chan-wook rimescola tutti i generi del cinema

É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…

18 Gennaio 2026 15:40
  • Arte contemporanea

Biennale 2026: il Padiglione Kosovo riapre una storica chiesa di Venezia

Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…

18 Gennaio 2026 10:30