I mediatori culturali di Altri Sguardi, foto Matteo De Fina
La mediazione culturale come trasmissione di contenuti anche al di là della cornice, spazio aperto allo scambio e alla nuova produzione di senso. Da questa attitudine prende le mosse la serie di nove racconti guidati dai partecipanti alla settima edizione di Altri Sguardi, il percorso formativo di mediazione promosso da Palazzo Grassi – Punta della Dogana e dedicato a persone rifugiate, migranti o con un passato migratorio. Inserito nel più ampio programma di iniziative che l’istituzione veneziana dedica al tema delle migrazioni, il progetto sarà restituito al pubblico sabato, 13 dicembre, a partire dalle ore 11, affiancando e attraversando la mostra La strana vita delle cose di Tatiana Trouvé, in corso a Palazzo Grassi. I nove mediatori – Sauda Adam Muhammad, Marwah Al-Sakkaf, Giovana Ayala, Gabriela Bravo Vargas, Androniki Foutsitzoglou, Alesia Kniazeva, Josephine Nyoka, Gabriela Penati Ferreira ed Esdras Shumbusho – accompagneranno il pubblico tra le opere in una narrazione tanto collettiva quanto individuale, offrendo letture personali costruite a partire dalle proprie esperienze, sensibilità e traiettorie biografiche.
L’appuntamento è l’esito di un ciclo di sette incontri condotti dallo staff educativo di Palazzo Grassi – Punta della Dogana, con Sofia Sarotto, storica dell’arte e mediatrice museale, e Gustavo Garcia Figueroa, ricercatore ed ex partecipante al progetto, che ha affiancato il gruppo come tutor. Obiettivo della formazione è stato affinare le competenze di mediazione e racconto, favorendo la costruzione di uno storytelling composito, intrecciando le opere di Trouvé con memorie, immagini e riferimenti che eccedono il perimetro della storia dell’arte in senso stretto.
Le narrazioni si concentrano su una selezione di lavori chiave della mostra, tra cui Hors sol, Storia Notturna, Collane, The Residents, Le Dessouvenus, From March to May e Inventario, opere che, per loro natura, attivano una riflessione sul tempo, sulla stratificazione dell’esperienza e sulla condizione di transito. Temi che trovano una risonanza particolare nelle pratiche di mediazione di Altri Sguardi, dove lo sguardo sull’opera diventa anche uno sguardo sul mondo e sulle sue discontinuità.
La giornata si innesta così nel contesto della grande monografica che Palazzo Grassi dedica a Tatiana Trouvé, la più ampia mai realizzata e la prima in Italia. Curata da Caroline Bourgeois e James Lingwood, la mostra nasce da una collaborazione stretta con l’artista ed è scandita, sui tre piani del palazzo, da sculture, disegni monumentali e installazioni site specific, in dialogo con opere dell’ultimo decennio e con prestiti provenienti dalla Pinault Collection, da musei internazionali e da collezioni private.
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