© Sottocasa, edizione 2023
La cultura è un’esperienza da vivere nei quartieri della periferia urbana. Questo il manifesto di intenti di Sottocasa, il festival multidisciplinare, diffuso e partecipato che torna a Ravenna dal 30 maggio al 20 giugno 2025. Ideato e coordinato da Sguardi in Camera, associazione culturale che si occupa di salvaguardare e valorizzare archivi visivi privati e materiale documentario amatoriale, il festival è il risultato di un processo di co-progettazione che ha coinvolto, lungo diversi mesi, abitanti, artiste e artisti, associazioni e realtà educative dei quartieri Darsena Gulli e San Giuseppe (ex-villaggio ANIC).
La manifestazione si presenta come un laboratorio artistico e sociale, in cui il tessuto urbano periferico diventa soggetto del lavoro. La proposta spazia tra mostre fotografiche, installazioni, performance, podcast, proiezioni di film di famiglia, incontri editoriali e spettacoli, tutti realizzati negli spazi informali della città, tra cortili, giardini, parchi pubblici, centri giovanili e aree comuni delle case popolari ACER.
L’approccio è site specific, pensato per ambienti abitualmente esclusi dai circuiti culturali tradizionali. Come sottolineano Silvia Savorelli e Giuseppe Pazzaglia, curatori del progetto, Sottocasa vuole lavorare sulla relazione tra chi abita i luoghi e chi li attraversa, creando situazioni di incontro inedite e a bassa soglia di accesso. In questo senso, il festival agisce tanto sul piano simbolico che su quello sociale, mettendo in discussione rappresentazioni consolidate della periferia, spesso ridotta a immagine di marginalità e insicurezza.
Sottocasa è sostenuto dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna tramite il bando ACCCADE 2024-25, e gode del patrocinio del Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura. Il progetto coinvolge numerosi partner locali e regionali: dalla Cooperativa Villaggio Globale alla Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, passando per CNA Ravenna, Tiratura – didattica e ricerca, Panda Project Teatro, Accademia Marescotti, Festival delle Culture, Istituto Comprensivo Darsena, FIAB Ravenna e l’architetta Gioia Gattamorta.
Il programma si rivolge a un pubblico eterogeneo — giovani, famiglie, anziani, persone con background migratorio — con l’obiettivo dichiarato di lavorare sul senso di appartenenza e sulle narrazioni che attraversano i territori urbani, anche attraverso la pratica dell’arte partecipata. In un momento storico in cui il dibattito sul ruolo dello spazio pubblico e sulla rigenerazione urbana è sempre più acceso, Sottocasa si conferma un esperimento di prossimità culturale, dove arte e cittadinanza provano a riscrivere insieme la geografia dei margini.
L’artista di fama internazionale è stato vittima di un attacco da parte della polizia ghanese. Le istituzioni culturali di Tamale…
In occasione di MIA Photo Fair BNP Paribas 2026, il riconoscimento conferma la stretta relazione di Art Defender con la…
Dall’immaginario contemporaneo di Roma città eterna, alla valenza diplomatica dell'arte: intervista a tutto campo all'Ambasciatore Umberto Vattani, a margine della…
Nuove scoperte nel parco archeologico di Saepinum ad Altilia, in provincia di Campobasso: emergono nuove strutture urbane, tecnologie idrauliche e…
Alla Saraceno Art Gallery di Roma, Marta Fàbregas presenta una mostra che indaga il tema dell'identità femminile, partendo dalla stratificazione…
A Bergamo l’Accademia Carrara ha aperto un bando per individuare il Responsabile per i Servizi Educativi: per candidarsi c'è tempo…