Jean-Michel Basquiat (1960-1988) divenne famoso riempiendo di colori le strade di New York, tra gli anni ’70 e ’80, un’epoca in cui rap, breakdance e street art iniziarono a definire quella che sarà nota come la prima cultura hip-hop. I critici hanno spesso paragonato Basquiat a un dj, scrivendo sui modi in cui l’aspetto visivo delle sue opere richiamasse proprio quel particolare genere di musica. Nell’ambito della serie di conferenze Art Bite, supportate da Nevada Humanities, la docente Ruthie Meadows terrà un incontro aperto a tutti, su Zoom, attorno alla celebre estetica dei lavori di Basquiat, aiutandoci a capire come questa, fin dagli esordi, sia entrata in sintonia con le tecniche sonore emergenti nelle culture del djing, della house e dell’hip-hop, in particolare quelle sorte a New York negli anni in cui l’artista era più attivo.
Per partecipare al meeting Sounding the Visual: Jean-Michel Basquiat and Early Hip-Hop e ricevere il link Zoom è possibile registrarsi entro le ore 9 dell’11 settembre. Per assistenza o domande sulla registrazione, inviare un’e-mail a christian.davies@nevadaart.org.
Ruthie Meadows è professoressa di Etnomusicologia presso l’Università del Nevada, Reno. La sua ricerca si concentra sulla poetica e sull’oralità nei Caraibi ispanofoni e nei dintorni, tra cui Cuba, Repubblica Dominicana e New Orleans.
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