The Cure: una mostra di videoarte, diffusa sui ledwall delle farmacie di Corato

di - 22 Marzo 2021

Luminosi, iconici, i ledwall delle farmacie sono parte integrante e caratterizzante del paesaggio urbano delle nostre strade e, grazie a “The Cure”, progetto promosso da CoArt Gallery a Corato, in provincia di Bari, li vedremo assumere ancora altre sfumature di presenza. A essere coinvolte, cinque farmacie e una parafarmacia che, fino al 28 marzo, ospiteranno sette interventi di videoarte, affidati ad altrettanti artisti e a sei curatori, per una mostra diffusa e visibile in ogni condizione di luce, anche nell’ora più buia.

Anuar Arebi, Cercate l’incanto dove c’è tormento, adattamento 2021

«Lo spirito di servizio dei farmacisti di comunità, durante l’epidemia da Covid19 funge da esempio, insieme con quello degli altri operatori sanitari, sempre in prima linea», spiegano dall’organizzazione.  «Le farmacie in Italia, ma anche negli altri Paesi europei, sin dall’inizio, sono state il solo presidio sanitario direttamente aperto al pubblico. Ad oggi, le farmacie sono il punto di riferimento nella situazione emergenziale e il ruolo del farmacista si amplia anche nelle forme di controllo e gestione della paura». E in questo clima di forte incertezza, anche l’arte ha giocato il suo ruolo, in certi casi aprendosi a nuove opportunità e percorrendo altre vie di dialogo con il pubblico. Il curatore di “The Cure” Alexander Larrarte, con la Galleria CoArt e lo studio di architettura Esther Tattoli, hanno individuato proprio nel ledwall delle farmacie di Corato un potenziale strumento per instaurare un rinnovato contatto con l’opera, nel pieno rispetto delle normative di sicurezza ma superando, al contempo, le limitazioni e le chiusure.

Emanuele Dainotti, Una parata di spiriti stanotte

Gli artisti, i curatori e le farmacie di Corato, per The Cure

«È un progetto sperimentale, un progetto in progress, che prende forma grazie ai farmacisti che hanno accolto la nostra idea e la nostra richiesta, grazie al meraviglioso lavoro di squadra con i curatori, ma grazie, soprattutto agli artisti che hanno accolto il nostro invito, per creare un percorso di riflessione articolato, che inserisce l’arte in una dialettica nuova con lo spazio e con i suoi abitanti, affinché susciti fermenti emotivi e critici, valorizzandoli», ha dichiarato Alexander Larrarte. E così, sei curatori sono stati invitati a presentare, ognuno, un artista, con piena libertà di ricerca, al quale assegnare un monitor a led (ledwall) delle farmacie di Corato, con formati diversi, per sette interventi di videoarte.

Gregorio Sgarra, Screening

Per la Farmacia Cantatore, la curatrice Giusy Caroppo ha invitato l’artista Maria Pizzi, che ha presentato Quarantinian endearing, un’animazione composta da una sequenza di fotocopie di Preghiera a Sainte Anne d’Auray, opera di William-Adolphe Bouguereau del 1869. Anuar Arebi è l’artista coinvolto da Azzurra Immediato per la Farmacia Casalino. Inizio e Fine. Fine ed inizio è il titolo della sua opera, incentrata sulla «Ricerca dell’incanto dove c’è il tormento». Sulla linea sottile tra voyeurismo e morbosità del virtuale insiste What I do when you don’t watch: performing my favourite sport, opera di Valeria Secchi, invitata da Laura Tota, per il ledwall della Farmacia del Corso.

Maria Pizzi, QUARANTINIAN ENDEARING

Screening, opera dell’artista Gregorio Sgarra, invitato da Larrarte per la Farmacia Musci, indaga desideri e psicosi nascosti dell’essere umano, attraverso gli effetti personali resi visibili tramite body-scanner, che ci raccontano del proprietario, consentendoci di rovistare nella sua vita, oltre la propria privacy. Sempre Larrarte ha invitato Locuratolo a interpretare il ledwall della Parafarmacia Sant’Elia, con The Rhythm of the Heart beat is Earth, opera che testimonia la necessità di condivisione e di connessione, in questa situazione di emergenza.

Valeria Secchi, What I do when you don’t watch: performing my favourite sport

Dedicata al complesso rapporto tra arte, natura e tecnologia è Keep Rolling, opera di Mat Toan per la Farmacia Sant’Elia. Invitato da Carmelo Cipriani, l’artista usa la tecnica del glitch per “confondere” la tradizionale croce verde, simbolo della farmacia e, per estensione, metafora della conoscenza scientifica. Rotolando, la croce si trasforma in una sfera, in una cellula ma anche in virus e, quindi in un orizzonte che richiama il desktop di Windows. Una parata di spiriti stanotte è il titolo dell’opera di Emanuele Dainotti, artista invitato da Giuliana Benassi per il ledwall della Farmacia Sant’Elia di via Palermo: una parata di demoni pixellati, figure antropomorfe, divinità URL, spiriti VR / XR, spettri digitali, che appaiono in paesaggi urbani contemporanei come virulenti momenti epifanici.

Locuratolo, The Rhythm of the Heartbeat is Earth

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