Giulia Cenci
Otto giovani artisti italiani e altrettante importanti aziende, in un tour da giro del mondo che toccherà Seoul, Chongqing, New York, Città del Messico, Il Cairo e Berlino: è partito il progetto itinerante “We Love Art”, curato da Ludovico Pratesi e Marco Bassan, promosso dal MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e da Fondazione CDP, l’organo di Cassa Depositi e Prestiti impegnato, in particolare, in attività sociali e culturali.
Il progetto si ispira alla mostra “Sculture nella città”, tenutasi a Spoleto nel 1962 e costituita dalle opere in metallo realizzate nelle officine dell’Italsider da un gruppo di artisti internazionali. In quell’occasione, molti tra i più grandi artisti di quegli anni, come David Smith, Alexander Calder, Beverly Pepper, Lucio Fontana, Nino Franchina ed Ettore Colla, realizzarono opere in metallo nelle diverse officine italiane dell’Italsider. I loro lavori furono esposti all’aperto nel centro storico di Spoleto e alcuni di essi, oggi, sono parte integrante della collezione della Galleria d’Arte Moderna di Spoleto.
Altra ispirazione dalla quale ha preso le mosse “We Love Art”, a dimostrazione del rapporto sempre piuttosto fervido tra arte e impresa, è stata anche “Civiltà delle Macchine”, celebre rivista fondata nel 1953 da Leonardo Sinisgalli, incentrata sull’interazione tra arte e tecnica, in un momento storico di grandi cambiamenti nella società, da raccontare e da reinterpretare anche attraverso i linguaggi artistici.
Seguendo le medesime suggestioni, i curatori di We Love Art hanno invitato otto artisti italiani under 35 a realizzare un’opera ispirata ai processi produttivi e concettuali di altrettante importanti aziende italiane, tutte partecipate da Cassa Depositi e Prestiti. Le imprese e gli artisti coinvolti nell’iniziativa sono: per Ansaldo Energia, Namsal Siedlecki; per CDP Immobiliare, Amedeo Polazzo; per ENI, Tomaso de Luca; per Open Fiber, Benni Bosetto; per Snam, Alice Ronchi; per Terna, Giulia Cenci; per TIM, Giulio Saverio Rossi e per Webuild, Lulú Nuti. Ogni artista ha potuto realizzare la propria opera in stretta sinergia con la rispettiva azienda coinvolta nel progetto.
Le otto opere realizzate con il contributo di Fondazione CDP hanno dato vita ad una mostra collettiva, la cui prima tappa è stata inaugurata il 28 ottobre a Seoul, in Corea del Sud. L’itinerario espositivo internazionale, realizzato grazie al sostegno e alla collaborazione di Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura, proseguirà a Chongqing, in Cina, dove We Love Art aprirà i battenti il 10 dicembre 2021, per poi continuare nelle città di New York, Città del Messico e Il Cairo, con conclusione a giugno 2022, a Berlino.
Oltre cento opere – tra multipli, stampe e rarità da collezione – raccontano l’eredità di Duchamp in una vendita speciale…
Il Ritratto di signora di Gustav Klimt torna alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza, dopo il prestito per la mostra…
Il format espositivo YES, BUT debutterà a Milano durante l’Art Week 2026: il progetto porterà opere site specific in spazi…
La Biennale di Coimbra torna con un progetto che si sviluppa tra architetture storiche e interventi contemporanei, mettendo in gioco…
Isgrò, Gallizio, Fontana e non solo: fino al 21 giugno, la mostra di Fondazione Cosso riunisce opere di artisti internazionali…
Dopo le dimissioni di Daniela Santanchè e l'interim di Giorgia Meloni, il Ministero del Turismo passa a Gianmarco Mazzi: il…