Chun Eun Mo, Arco dittico Courtesy Zazà Ramen
Zazà Ramen, il ristorante di via Solferino a Milano, continua a distinguersi come riferimento tanto per gli amanti della cucina giapponese quanto per gli appassionati della ricerca artistica più contemporanea e sofisticata. La proposta fino al 2 maggio è una nuova esperienza legata all’arte visiva astratta con il wall painting realizzato dall’artista coreana Chun Eun Mo.
Le scelte curatoriali di Brendan Becht, fondatore e chef, hanno seguito un fil rouge che si è nutrito di raffinatezza dei dettagli, eleganza nei toni, sobrietà non invasiva di un’arte che non può essere arte d’arredo ma si integra nello spazio con sofisticata profondità. Un’arte che avvolge senza invadere, creando un’atmosfera capace di armonizzare la quotidiana contemplazione.
Ancora una volta con Arco di Chun Eun Mo, Becht celebra l’arte come dialogo costante di trascendenza e vita, l’immagine e il suo significato calato nel presente. Vitalità al riparo dal caos della metropoli che, varcata la soglia, si propone come un sussurro visivo che si completa di odori, sapori e suggestioni.
«L’artista coreana ha ideato un doppio arco sulle pareti, che sembra aprire lo spazio. Il dittico crea immaginari palchi dove il tempo è sospeso, e atmosfere enigmatiche ricordano le prospettive ardite dei paesaggi metafisici di De Chirico», dichiara Irene Sofia Comi, curatrice del progetto. Realizzata sulla parete principale del piano terra, l’opera di Chun Eun Mo racconta l’Oriente luminoso e interiore, evocato attraverso l’uso di colore e luce, perché, come racconta lei stessa, il colore è «una combinazione di luce, peso e piacere».
Arco trascende la tela e le dimensioni, modificando il percepito di chi guarda, trasformando l’atmosfera che adesso profuma di olistico, ricongiunge all’equilibrio e immerge in un Oriente fatto di curve, linee e colori. Trasla la realtà e crea una suggestione: uno spazio mentale e sensoriale che nella inaspettata assenza di limiti delle geometrie colorate costruisce una pausa armonica. Spazio e gusto si fondono, si amplificano, si esaltano.
Anche Arco, come le altre opere vissute sulle pareti di Zazà, verrà a breve ricoperta di intonaco per cedere il posto a un nuovo testimone creativo. Il prossimo appuntamento sarà con Mark Brusse e il suo progetto intitolato g inkgo on this mind. Un nuovo percorso visivo ed esperienziale, che si stratifica sulle pareti e nell’atmosfera di un luogo in cui trovare carattere, ottima cucina orientale e gusto del bello.
Sull’isola della Giudecca, fino al 1 febbraio 2026, la mostra finale del concorso internazionale We Art Open riunisce 15 artisti…
Dal Novecento alla ricerca contemporanea, 75 gallerie e quasi 200 artisti raccontano a Bruxelles le evoluzioni della ceramica d’autore. Tra…
Aperto l’avviso pubblico per selezionare i nuovi direttori del MAO Museo d’Arte Orientale e di Palazzo Madama: l’incarico avrà decorrenza…
Klaus Rinke è morto all’età di 86 anni. Figura centrale della Scuola di Düsseldorf, ha costruito una ricerca rigorosa sul…
Sarà Lanza Atelier, giovane studio di base a Città del Messico, a realizzare il progetto del Serpentin Pavilion 2026 a…
Promossa dalla Croce Rossa di Bologna, una mostra mette in relazione l’arte contemporanea di Simona Gabriella Bonetti con le decorazioni…