Nella cornice dell’ex-Convento San Felice, sede oggi del Centro Operativo di Benevento, la Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Caserta e Benevento ha presentato al pubblico due anni di restauri. Dal 2000 al 2002 sono stati condotti numerosi interventi di recupero su opere proveniente dalle chiese beneventane gravemente danneggiate dal terremoto del 1980. La mostra presenta attraverso interessanti pannelli esplicativi tutte le fasi di restauro degli affreschi delle chiese di San Domenico e di S. Sofia, dei dipinti della chiesa di S. Anna, delle statuine lignee del coro di San Bartolomeo raffiguranti gli apostoli, di fine ‘600. Queste ultime sono state restaurate da Teodoro Auricchio scegliendo di riproporre la patina a finto bronzo erroneamente cancellata durante un precedente restauro. L’intervento sugli affreschi di S.Sofia, condotto da Enrico Bugli si è reso necessario a seguito del
Giorgio Mori si è occupato del restauro di un oggetto molto importante non solo da un punto di vista storico-artistico, ma anche cultuale, l’ostensorio in corallo siciliano omaggio del Cardinale Cozza a Benedetto XIII, poi donato alla Chiesa Metropolitana di Benevento nel l726. L’opera, a raggi, è decorata con piccolissimi putti e palmette di corallo. Ogni singolo pezzettino di corallo presenta 2 o 3 fori attraverso i quali passa un sottilissimo filo dorato. E’ stata smontata, pulita e rimontata, reintegrando i pezzettini di corallo mancanti con una termoresina che simula il corallo ma che rimane visibilmente distinta da esso. Le roselline di corallo, che costituiscono la parte terminale dei raggi, sono di pasta vitrea, e
I nuovi obiettivi del Centro operativo di Benevento sono ora rivolti alle operazioni di pulitura delle colonne della chiesa di S. Sofia, per le quali si sono già fatti dei saggi ed un intervento sulla fontana di quella che è stata definita dalla direttrice Vega de Martini “la prima stanza del museo del Sannio”.
francesca della gatta
mostra visitata il 21 novembre 2003
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