L’opera è una tempera mista su legno di pioppo ed è un tondo imperfetto, poiché il diametro misura 87 cm in larghezza, e 89,8 in lunghezza. Vi è raffigurata un’Adorazione del Bambino con San Giuseppe e la Madonna, un’iconografia classica, cui si aggiungono due pastori e la figura di Cerere in lontananza. Si allude probabilmente al mito dell’Arcadia felix che sarebbe stato distrutto, insieme a tutto il mondo pagano, dalla nascita di Cristo.
Il grande successo che il tondo ottenne da subito è testimoniato dalla presenza di ben due copie antiche, di cui una è oggi all’Ashmolean Museum di Oxford.
La necessità di un intervento sull’opera è stata dettata dall’osservazione di un fenomeno di sollevamento del colore e dall’ossidazione della vernice protettiva. L’opera nel corso del‘900 ha subito due restauri: uno nel 1903 in cui la tavola fu
L’opera nel corso dei secoli è stata variamente attribuita: nel 1790 risulta di Raffaello, nel 1833 di Lorenzo di Credi e nel 1899 più genericamente della scuola del Verrocchio. L’attuale attribuzione a Fra Bartolomeo si deve a Roberto Longhi. Il nucleo culturale da cui si origina l’opera è la bottega del Verrocchio degli ultimi anni del‘400, frequentata dal Ghirlandaio, da Botticelli, da Lorenzo di Credi, da Perugino e Leonardo, nonché dal giovane Baccio, che poi diventerà Fra Bartolomeo. Questi condivideva con Lorenzo di Credi il credo religioso, essendo entrambi seguaci di Gerolamo Savonarola.
Il riferimento artistico imprescindibile è Leonardo, individuabile nell’ampio uso dello sfumato e della sovrapposizione di strati pittorici molto sottili. Inoltre è possibile notare nella minuzia descrittiva sia della scena
L’intervento, finanziato dalla Federazione Italiana Tabaccai, è stato preceduto da numerosi esami di laboratorio: riflettografia infrarossa, radiografia, riprese in luce ultravioletta e fluorescenza X. Ne sono risultate interessanti informazioni sui numerosi pentimenti in fase di esecuzione e sulla tecnica pittorica utilizzata, simile nella composizione dell’imprimitura, presente tra la preparazione a gesso e colla e la pellicola pittorica, a quella utilizzata da Perugino e Raffaello. Infine, una curiosità, degna di un giallo d’altri tempi: è stata trovata un’impronta digitale, forse proprio di Fra Bartolomeo. E’ impressa nel colore azzurro del cielo sul margine laterale sinistro.
francesca della gatta
Una scala quasi cinematografica, che invita lo spettatore a muoversi attraverso il giardino, come se leggesse un fregio pittorico continuo.…
Fino al 25 maggio 2026, Villa Medici a Roma rende omaggio a un'artista totale che ha attraversato il Novecento con…
La seconda edizione della Biennale di Malta entra nel vivo e assegna i premi: tra i vincitori anche Concetta Modica,…
In occasione della sua mostra alla Galleria Patricia Armocida di Milano, Salvatore Garzillo, giornalista di cronaca nera per l’Ansa, ci…
Dal 27 al 29 marzo 2026, Villa Ciani ospita YouNique, la fiera boutique d’arte contemporanea di Lugano: sei le gallerie…
Alla Galleria Tiziana Di Caro, una mostra dedicata a Rosa Panaro ripercorre la sua lunga ricerca artistica, tra attivismo sociale,…