Alla fine del XIX le sponde romane del biondo Tevere vennero stravolte dai lavori di arginatura che imposero la distruzione di diversi edifici. Tra i tanti palazzi demoliti quello –magnifico- che il banchiere fiorentino Bindo Altoviti (1491-1557) aveva fatto costruire alla metà del XVI secolo all’altezza di Ponte Sant’Angelo.
Dall’abbattimento vennero salvati gli affreschi della loggia del pianterreno, opera di Giorgio Vasari (Arezzo 1511 – Firenze 1574), collocati tra il 1919 e il 1929 nella sala posta alla fine dell’Appartamento Cybo di Palazzo Venezia, che da allora prese il nome di Sala Altoviti.
Gli interventi del restauratore Torello Rupelli, alla fine degli anni Venti, furono volti anche all’integrazione delle parti mancanti o meglio delle parti di raccordo tra le varie storie; molti stucchi e alcune scene del ciclo erano infatti andate perdute.
Il tema degli affreschi, datati tra il 1553-54, è costituito dalle Storie di Cerere e dalla rappresentazione dei Mesi dell’anno, divisi in dodici riquadri e disposti intorno
Dopo più di 70 anni dalla data del montaggio questo è il primo intervento conservativo sugli affreschi, diretto dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano e possibile anche grazie alla sponsorizzazione del Gruppo Monte dei Paschi di Siena.
La fragilità della pellicola pittorica depressa da crepe, abrasioni e decoesioni, ha imposto ai restauratori una notevole cautela e un preconsolidamento d’urgenza. Durante l’intervento è stato possibile identificare le ridipinture novecentesche, eliminare la patina di polvere e sporcizia e ridare nuova vita anche agli stucchi, che costituiscono la splendida intelaiatura del programma iconografico dipinto.
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Ho partecipato al restauro di alcuni affreschi del palazzo abbattuto presso la scuola "Arti Ornamentali" di Roma.