L’allestimento della mostra – peccato per le didascalie solo in italiano, però – è fedele al percorso artistico del Cambellotti valorizzandone le sfaccettature. L’esposizione raggruppa le opere dell’artista romano comprese tra gli anni 1896 e 1949 – morirà nel ’60 – dividendole in 7 percorsi tematici (arredi, grafica, manifesti, scenografia, ecc.). Per fare qualche segnalazione citiamo le splendide litografie (pubblicità , locandine di film, locandine di esposizioni internazionali), di aspetto severo e comunque ancora modernissimo sono i mobili realizzati per il Palazzo dell’Acquedotto Pugliese di Bari; infine segnaliamo le vetrate per la Casina delle Civette che, nella Villa Torlonia di Roma, sono diventate attualmente un museo a cielo aperto.
Da segnalare infine che a Duilio Cambellotti è toccato l’onore e l’onere di inaugurare la nuova Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma; i locali della ex birra Peroni sono stati ristrutturati seguendo le più moderne tendenze per gli allestimenti museali.
massimiliano tonelli
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