Non a caso questa è la prima mostra realizzata con i fondi per il Giubileo. Si tratta di spiegare quale sia il significato della parola “romei“, dando per scontato il significato dell’inflazionata parola “giubilei”. I romei erano quella varietà di pellegrini che si avventuravano verso Roma. In effetti la mèta del pellegrinaggio poteva essere scelta tra una triplice alternativa: andarsene nel nord della Spagna, a Santiago de Compostella; avventurarsi in Terra Santa, a Gerusalemme, per visitare il Sacro Sepolcro; optare per Roma dove, oltre alla miriade di relique, era custodita la salma di San Pietro.
Pur non tralasciando la storia delle altre due destinazioni, la mostra allestita a Palazzo Venezia focalizza maggiormente la figura dei romei e, per conseguenza, la situazione della Città Eterna in questo particolare periodo storico.
Attraverso quattordici sezioni e 250 opere, la mostra riesce a ricreare alla perfezione un’atmosfera. Dai colori utilizzati alle musiche di sottofondo, tutto è orientato al fine di calare i visitatori in un cammino che simboleggiava il viaggio celeste verso la salvezza, il perdono, l’indulgenza per dirla con i papi.
La figura del pellegrino è analizzata in tutte le sue sfaccettature, dall’abbigliamento alla simbologia passando per l’assistenza sanitaria che gli veniva prestata. Sono di grande interesse le sezioni della mostra dedicate all’arte ed alla letteratura: la teoria che si vuol provare ad avanzare è basata sulla contiguità dei pellegrinaggi con la diffusione dei grandi generi artistici e letterari medievali. Le grandi vie di comunicazione come la Francigena, il Cammino di Santiago o le molteplici arterie francesi sono viste come un chilometrico passaparola di viaggiatori, legati, diplomatici, sacerdoti i quali, oltre a portare con se la fatica del viaggio e la fede in Dio, rendevano possibile la creazione di una coscienza europea.
Non può essere così facile affermare che il magnifico stile romanico o il genere letterario della Chanson de geste (Tristano, Isotta…) siano figli della strada dei pellegrini, tuttavia può essere almeno un esercizio teorico affascinante consegnare ai viaggi di fede una parte del merito.
Croci stradali di pietra utilizzate come una segnaletica ante litteram, codici miniati provenienti dalle maggiori biblioteche del mondo, mosaici, quadri, plastici, ricostruzioni digitali, filmati ecco quello che ci offre una mostra imperdibile specialmente per quei turisti che sette secoli dopo cercano di emulare le gesta dei pellegrini del Primo Giubileo.
massimiliano tonelli
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