Auspicio del tutto consono al tema di “Codice B”, che, attraverso ben 130 preziosissime opere librarie, ripercorre il cammino dei Vangeli nella storia, presso i più antichi popoli dell’Oriente e dell’Occidente. Organizzata dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, dall’Ufficio Centrale per i Beni Librari, le istituzioni culturali e l’editoria del Ministero per i Beni Culturali, in collaborazione con Prime Time Promotions, la mostra è ambientata in due sale di Palazzo della Cancelleria per la prima volta aperte al pubblico. L’imponente Aula Magna ospita le prime tre sezioni: l’ambiente è solenne, illuminato da una luce tenue, allo stesso tempo rispettosa dei capolavori esposti e creatrice di una suggestiva atmosfera. Forse è la stessa di quei conventi dove, centinaia di anni fa, i monaci amanuensi, silenziosi attori non protagonisti della mostra, si dedicavano alla loro arte millenaria. La loro pazienza e precisione aleggia sui visitatori, esterrefatti davanti al frutto di quella dedizione. “Codices antiquissimi” è la sezione dedicata ai più antichi manoscritti greci dei Vangeli: come il Codex Vaticanus del IV sec. (il celebre Codice B), o il papiro Chester Beatty I, della Chester Beatty Library di Dublino (III sec.), che incutono solenne rispetto in chi si avvicina. Non minore è sul visitatore l’impatto dei manoscritti purpurei dello stesso periodo, la cui raffinata fattura si otteneva immergendo in un bagno di porpora il papiro, su cui poi venivano incise a mano lettere d’oro.
Germana Mudanò
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