Dietro ad una grande mostra (come dietro ad ogni grande uomo..) si nasconde una grande donna. In questo caso, due colte signore, Antonina Stojanova, Presidente della Fondazione Valori e Mariny Troise, Presidente Onorario del Comitato Italiano Sofia, le cui rispettive associazioni hanno promosso l’esposizione. La sua organizzazione si deve invece al Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali ed alla Sovrintendenza Comunale ai Beni Culturali. La Mostra si divide in tre sezioni, corrispondenti a tre articolazioni cronologiche. La prima è quella dell’iniziale cristianizzazione del territorio Bulgaro, dopo l’editto di Costantino del 313. Di essa restano rare suppellettili liturgiche tra cui preziosi reliquiari, nonché meravigliosi gioielli provenienti da tesori nascosti al tempo delle invasioni barbariche dell’Impero romano. I reperti della seconda sezione offrono un’esauriente panoramica sull’arte balcanica ai tempi dei due Regni Bulgari. I ricami liturgici e le monumentali icone esposte raccontano di come il referente stilistico principale restò comunque Bisanzio, con il sitema d’immagini della Chiesa ortodossa; i corredi funebri della necropoli di Pliska, il tesoro di Preslav e le ceramiche dipinte testimoniano invece lo sfarzo rappresentativo di cui furono capaci i regnanti bulgari.
germana mudanò
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