C’era una volta, più di tremila anni fa, un ricchissimo regno, dove l’aria profumava di mirra e d’incenso e nei cieli volava la Fenice….Era il magico regno della regina di Saba, i cui tesori sono in mostra a Palazzo Ruspoli, dal 6 Aprile al 30 Giugno 2000. Sono circa 500 i capolavori d’arte yemenita esposti, vanno dal VII sec. a.C. al VI sec. d.C. ed illustrano la nascita e lo sviluppo della cultura sud-arabica nell’età preislamica.
Si tratta di pezzi per lo più inediti, che provengono dalla giovane campagna di scavi promossa dal nostro Paese a partire dagli anni ’80: sculture votive in bronzo ed alabastro, gioielli, terrecotte, ed utensili antichissimi, impreziositi dal sapiente allestimento dello scenografo Pier Luigi Pizzi . L’arte yemenita ha innanzitutto una funzione cultuale: le divinità arabe non sono mai rappresentate, esistono in quanto sentite dal devoto. Quest’ultimo, raffigurato nei bronzi della prima sala, ci appare immerso in una mistica meditazione, con lo sguardo fisso e le sembianze stilizzate, quasi trasfigurate dal suo sentimento divino. L’indagine sulla religione yemenita continua nella sala successiva, dove tavole offertorie, incensieri ed altari ci riportano con la mente ai riti arabi preislamici. Poi monete, sigilli e gioielli del I sec. a.C., fino a raggiungere la sezione più preziosa, dedicata alla scultura in alabastro. Un folto gruppo di statuine ordinatamente schierate ci guarda da un lontano passato di favola: alla sua guida, Myriam, nobile Monnalisa yemenita dall’enigmatico sorriso.
germana mundanò
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