Mario Airò è solito incantare gli spettatori delle sue opere-ambienti-installazioni; anche questa volta ha lasciato che i suoi interlocutori potessero immergersi pienamente all’interno dei suoi lavori: due spazi distinti ed allo stesso tempo complementari sono stati ideati e strutturati. Modificando fattivamente i volumi della galleria che prima d’oggi si era sempre presentata come un grande openspace.
Nel primo ambiente –Isola sonante– sono esposti cinque tavoli bassi, posizionati con un apparente disordine, i piani sono ricoperti da mappe nautiche in bianco e nero. La loro unione suggerisce uno spazio geografico immaginario, fantastico ed onirico: quattro di essi sono contigui, mentre il quinto, come un’isola alla deriva è staccato dal
Nella seconda stanza si alternano, in un proiettore, quattro diapositive che riprendono stelle nel cielo, sovrapposte ad un pentagramma musicale messo di traverso. Nello stesso ambiente echeggia la musica delle stelle, composta dallo stesso artista.
Mario Airò amalgama poesia, musica riferimenti filosofici e letterari: ad esempio La stanza dove Marsilio sognava di dormire (una sua opera del 2001 alla Gam di Torino) è un chiaro omaggio al filosofo neoplatonico Marsilio Ficino. Non a caso anche quest’ultimo lavoro trova nel libro di Herman Hesse Il giuoco delle perle di vetro una fonte d’ispirazione ed uno spunto concettuale dal quale partire.
La luce è un elemento peculiare all’interno dei suoi lavori. Non solamente la luce artificiale, ma soprattutto quella pura e bianchissima dei corpi celesti. Scrive Laura
Dal cielo verso la terra e dalla terra verso il cielo. Quasi una rotta tracciata tra armonia e immaginazione. Molto, se non troppo, poeticamente.
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Mario Airò, che brutta fine che hai fatto, stimavo i tuoi lavori (tranne quando prendevi delle cantonate pazzesche), credevo di stimare te come persona, e adesso vedo che ti fai una personale da sales. Mamma mia, deve essere proprio brutta la vita per te in questo momento.
Credo di capire cosa ti passa per la mente, tanto lavoro onesto, operoso, tante battaglie e ora cominciano tutti a lasciarti da parte e a scordarsi di te.
Hello. I am a curator from London. Although my italian is not perfect I was astonished by the precision of the article about Mario Airo written by Simone Battisti. I saw the show during a short stay in Rome and have to say that the way Mr. Battisti describes and analyses the work is surprisingly equal to the experience I made. I would like to have his e-mail if possible to contact him. Hope you can help me with my request. Best. Terence.