Categorie: roma

fino al 10.I.2008 | Nove | Roma, Segni Mutanti

di - 12 Dicembre 2007
In attesa dell’apertura definitiva dei nuovi spazi del Macro, continua il turbinìo di nuove gallerie che inaugurano nelle sue vicinanze, tanto che pare opportuno parlare ormai di un vero e proprio distretto culturale intorno al museo capitolino. In questa tendenza rientra l’inaugurazione dell’attività della galleria Segni Mutanti, che esordisce con una mostra curata da Lorenzo Canova. Il titolo della mostra, Nove, ispirato a un numero di antica valenza simbolica, corrisponde al numero di artisti inseriti in questo primo evento espositivo, raggruppati intorno all’utilizzo prevalente della pittura e della scultura come mezzi espressivi, ma senza dimenticare tuttavia le altre tecniche.
Se la firma del manifesto “Forma 1” dette luogo a un gruppo di pittori marxisti e formalisti, o se la Scuola di San Lorenzo ha riunito diversi artisti che condividevano lo stesso spazio di lavoro -per citare soltanto un paio di esempi-, l’intento del curatore di dare vita all’ennesimo gruppo romano, basandosi sull’argomento generazionale o per i procedimenti genericamente impiegati, diventa tutt’altro che spontaneo. Così, se il principio teorico iniziale poteva sembrare molto interessante, il risultato è che lo spazio della galleria diventa un’esibizione di numerosi lavori che stentano a trovare validi vincoli estetici o concettuali. E, in questa prospettiva, la mostra lascia un’impressione eccessivamente eterogenea e con un valore, purtroppo, sostanzialmente decorativo.

Davanti a una visione d’insieme, lo spettatore deve interrogarsi in modo particolare su quale vincolo possa legare il pungente intimismo di Angelo Bellobono, la connessione tra pittura e mondo onirico di Francesco Cervelli e l’enigmatica e intensa relazione dell’uomo con il contesto urbano di Fabrice di Nola con gli altri artisti. L’inclusione nella mostra della ricerca eterogenea di Gisella Pietrosanti, dei ricordi di Emilio Leofreddi, del forte contrasto di colori nelle figure di Adriano Nardi e dell’ambiguità di Alessandro Cannistrà o di David Fagioli evidenzia una scelta alquanto artificiosa, che appare lontana dalla coerenza e soprattutto dalla profondità degli altri artisti.

In questo senso, il nove, considerato come l’ultima delle cifre, esprime la fine di un ciclo e il compimento di un corso, ma anche il simbolo della rinascita in un nuovo ciclo vitale. Attenendosi a questa valenza atavica, diventa forse basilare la necessità di essere pazienti, nell’attesa di un nuovo ciclo in cui abbia origine una vera e propria nuova scuola romana. Veramente compatta e in grado di competere, ma soprattutto di superare quelle del passato.

articoli correlati
Pittura e scultura per la nuova galleria romana Segni Mutanti

angel moya garcia
mostra visitata il 23 novembre 2007


dal 22 novembre 2007 al 10 gennaio 2008
Nove
a cura di Lorenzo Canova
Galleria Segni Mutanti
Via di Velletri, 30 (zona Porta Pia) – 00198 Roma
Orario: da martedì a sabato ore 11-13.30 e 14-19.30
Ingresso libero
Catalogo Silvana Editoriale
Info: tel./fax +39 0664780359; info@segnimutanti.it; www.segnimutanti.it

[exibart]

Visualizza commenti

  • Garcia, di fronte a complessitĂ  molto differenti in opere "concrete" concepite comunque quasi tutte come "quadro", pare vacillare. Confonde la profonditĂ  della rappresentazione, con la profonditĂ  dell'opera (...) che unisce realmente il lavoro di ricerca di questi artisti, uniti fuori da ogni intento di definirsi come nuova scuola, sopratutto con provinciali e accademici epiteti localistici. Insomma la sua pare una lettura frettolosa e superficiale, tanto che ad esempio ha dimenticato un'artista presente in mostra: Stefania Fabrizi. Importante è che verificando altre recensioni su alcuni artisti in mostra, con pareri discordanti, nel virtuosissimo ampio numero di recensori su questo sito si dimostri la democraticitĂ  intellettuale di uno strumento come Exibart. QualitĂ  presente credo anche nell'intento del curatore della mostra nel proporre un insieme di visioni differenti, con una modalitĂ  "diversamente" democratica, che dimostra come qui non ci si "curi" minimamente di portare altra acqua allo "status quo" contemporaneo.

  • Comunque nessuno di noi e per primo Lorenzo Canova, ha mai pensato a un gruppo o scuola.Io consiglierei di fare un salto all'UniversitĂ  di Campobasso per scoprire un piccolo Museo di ateneo che è un gioiello.Questo è un fatto,è lavoro..

Articoli recenti

  • Mostre

Ulassai, Sardegna: Il Significato dell’Opera

É in programma fino al prossimo 7 giugno, a Ulassai, la seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea

4 Aprile 2026 0:02
  • Mercato

Duchamp & Company: provocazione, gioco e genio in asta a New York

Oltre cento opere – tra multipli, stampe e raritĂ  da collezione – raccontano l’ereditĂ  di Duchamp in una vendita speciale…

3 Aprile 2026 18:37
  • Arte moderna

Klimt torna a Piacenza: il Ritratto di signora esposto alla Galleria Ricci Oddi

Il Ritratto di signora di Gustav Klimt torna alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza, dopo il prestito per la mostra…

3 Aprile 2026 17:30
  • Progetti e iniziative

YES, BUT: a Milano un progetto espositivo negli spazi in trasformazione

Il format espositivo YES, BUT debutterĂ  a Milano durante l’Art Week 2026: il progetto porterĂ  opere site specific in spazi…

3 Aprile 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Coimbra Anozero: alla scoperta di una Biennale che cresce nei luoghi e nelle relazioni

La Biennale di Coimbra torna con un progetto che si sviluppa tra architetture storiche e interventi contemporanei, mettendo in gioco…

3 Aprile 2026 13:30
  • Mostre

Al Castello di Miradolo le opere degli artisti contemporanei ricreano la meraviglia della fiaba

Isgrò, Gallizio, Fontana e non solo: fino al 21 giugno, la mostra di Fondazione Cosso riunisce opere di artisti internazionali…

3 Aprile 2026 13:16