Fondato e oggi diretto da Tomaso Binga (nome d’arte di Bianca Menna) e situato in un meraviglioso palazzo del 1926, questo luogo fuori dallo spazio-tempo, si dimostra essere sempre ricco di stimoli maturati da intellettuali, tra i più illuminati, che da trent’anni frequentano e animano questo centro attivo nell’ambito di poesia, letteratura, arte e musica.
Le opere di Pierpaolo Lista sono scenografie costruite a tavolino, plasmate dall’abilità artigiana dell’artista che crea oggetti da materiali minimi, come fil di ferro, carta, spago o stoffa. La macchina che li cattura, sotto determinate e ben studiate condizioni di luce, li trasforma in paesaggi surreali, metafisici, plastici, in un equilibrio perfetto nell’alternarsi di pieni e di vuoti. Tutto si materializza nell’immagine che la stampa su carta cotone restituisce con una resa morbida, pittorica.
Lo sguardo del curatore mette in scena i piccoli teatrini e li orchestra in dialogo con lo spazio che si definisce nella curvatura centrale del muro-scultura, firmato da Costantino Dardi nella sua ristrutturazione del 1974.
Le opere di Lista lasciano l’uomo fuori campo per creare un rapporto molto stretto con chi guarda, emotivamente contagiato dalla solitudine metafisica dei paesaggi e intellettualmente stimolato dalla combinazione tra titoli e contenuti, componente determinante a rendere identità e forma del paesaggio ‘ritratto’.
Nell’era digitale, non si porrebbe neanche il dubbio nel pensare che quelle foto dall’aspetto immaginifico e surreale derivino da attenta manipolazione al computer. L’originalità di Lista è appunto questa. Il computer qui non ha nessun ruolo. L’uso sapiente della macchina, delle luci, così come la ricerca di supporti di stampa stravolge il mezzo tecnologico, concretamente e concettualmente. La fotografia, da sempre strumento di riproduzione esatta, diventa qui fessura da dove spiare un mondo immaginifico, costruito da elementi reali e si fa complice di un inganno di cui non rimane alcuna traccia, se non quella di cui l’immagine stessa si fa testimone. Il paesaggio – infatti – è destinato ad essere distrutto dalle mani dell’artista subito dopo lo scatto. Ecco come una manualità di sapore rinascimentale è capace di trasformare la più antica tradizione nella più moderna delle avanguardie. Questo è quanto Pierpaolo Lista aveva già dimostrato saper fare nella sua pratica pittorica, con l’impiego esclusivo del vetro a sostituzione della tela.
Elena Giulia Rossi
Mostra visitata il 18 dicembre 2012
dal 18 dicembre 2012 al 10 gennaio 2013
Pierpaolo Lista. Vie di Fuga
Lavatoio Contumaciale
Piazza Perin del Vaga, 4 – (00196) Roma
Apertura al pubblico su appuntamento
Info: 334 3708222
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