A dieci anni dalla scomparsa di Luigi Ghirri, la mostra romana espone parte del vastissimo archivio fotografico dell’artista emiliano, conservato presso la Fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia. Il percorso abbraccia, in un’approfondita scansione temporale, i due periodi fondamentali della sua produzione.
Inizialmente sono gli anni Settanta, con quella scelta cromatica che rispecchia un decennio, nei toni del rosso e del marrone, negli accostamenti improbabili delle forme.
Percorrendo il tracciato dell’esposizione, si scorge un salto temporale. Ecco gli anni Ottanta in cui Luigi Ghirri vi inoltra un recupero dell’attività immaginativa. Le mappe, le carte geografiche divengono concetto denso di richiami emozionali: tra il gioco infantile e l’adulto maturare di un’idea. Ghirri si sforza di seguire, attraverso la topografia, le tracce del peregrinare umano.
L’artista aspira ad una misurabilità dell’alienazione, della memoria del pensiero fantastico. Egli è attento alla
articoli correlati
Luigi Ghirri: un piede nell’eden
Luigi Ghirri – Antologica
laura messina
mostra vista il 30.IX.2002
Il MACRO mette in scena due percorsi immersivi: la retrospettiva del festival Dissonanze celebra un decennio di sperimentazione elettronica, mentre…
Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 16 al 22 febbraio, in scena nei teatri…
A 120 anni dalla sua nascita, la mostra Progettare la città racconta l’eleganza discreta degli edifici di Gardella. Tra archivi,…
È la superstar assoluta del mercato del design. Adesso la casa d’aste italiana annuncia la vendita di un pezzo iconico,…
Israele ha presentato un disegno di legge per la supervisione delle antichità della Cisgiordania. Il gesto è stato condannato come…
Il musicista e artista Brian Eno torna in Italia con un progetto diffuso in due sedi storiche di Parma: una…