In apertura, la proiezione in 16mm su una parete di un’immagine assente, un fantasma visivo riportato alla minima fisicità da due puntine rosse sul muro: nell’epoca della sovraesposizione mediatica e comunicativa, il costante rumore del proiettore in funzione getta luce sulla pericolosa vacuità e al contempo sulle infinite possibilità testimoniali del mezzo artistico.
Nel mezzo del percorso espositivo, ecco invece stagliarsi, con un’imponenza fisica che fa da contraltare all’opera di sottrazione estrema degli altri due lavori, l’installazione che dà il titolo alla mostra, enorme struttura che dal soffitto invade lo spazio della galleria, portando con sé una costruzione geometrica di piccole dimensioni, illuminata e accompagnata da un frinire di grilli: un contrasto formale, tra supporto, opera e galleria, sottolineato dal ruolo determinante di luci e suoni.
Ed è ancora la luce, questa volta un neon intermittente, protagonista del terzo lavoro, che su una parete vede disposte le didascalie di opere, ovviamente non presenti, dell’architetto Richter: ancora una volta, un’assenza che oscilla tra il potenziale oblio e l’apertura di senso dell’operazione espositiva.
Andrea D’Ammando
mostra visitata il 26 ottobre 2012
dal 18 settembre al 10 novembre 2012
David Maljkovic, A Long Day for the Form
T293, Via G. M. Crescimbeni, 11 – (00184) Roma
Orari: Martedì-Sabato 12-19
T +39 081 295882 F +39 081 2142210, www.t293.it, info@t293.it
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