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fino al 10.XII.2006 | Andrea Pacioni | Roma, Galleria Santa Cecilia

di - 6 Dicembre 2006

L’anima è materia impalpabile, senza consistenza, lieve ed inafferrabile ai sensi. Andrea Pacioni ha dovuto trovare con cura il luogo e il modo migliore per farci avvicinare a lei. Nel sottosuolo di Santa Cecilia, tra gli angusti vicoli di Trastevere, otto pesanti teche in vetro e ferro, pudicamente, ci mostrano anime di adolescenti, uomini precoci.
Pacioni le sue anime le ha incontrate ai limiti della periferia romana, dove il disagio viene ascoltato e compreso. Dalla Città dei Ragazzi, esperimento solitario di affetto educativo, alla camera oscura, poi, dove il processo fotografico s’incontra con il lavoro dell’artista su quella materia che dovrà accogliere le immagini. I ritratti sono sguardi intensi, a volte di sfida, sotto capelli corti pieni di vita, che il taglio fatica a contenere. I corpi sono busti scossi dalla trasformazione veloce e traumatica dell’adolescenza: spesso nervosi, alcuni smagriti, ormonali nelle forme, a volte difesi e nascosti quasi nell’intreccio protettivo delle proprie braccia. Un grido muto ci viene incontro, quasi attraversando il vetro.
La fragilità di una condizione precaria è tutta racchiusa nella materia su cui Andrea Pacioni ha impresso le immagini. Un velo sottilissimo di emulsione fotografica, una replica efficace per il nostro immaginario di questa presenza interiore. La leggerissima superficie è stropicciata, le trazioni laterali la lacerano, sulle pieghe i mpercettibili un alone di sporco, macchie appena visibili sporgendosi sulle teche. Delicati fili metallici sostengono il materiale a cui il ritratto si aggrappa appena. La condizione dell’anima qui è espressa soprattutto dalla materia, e dalla sua gabbia di vetro. Ma i ritratti non ci mollano, mentre ci muoviamo tra i cubi bianchi. Gli occhi degli adolescenti non danno scampo a chi si trova fuori la teca. Gli sguardi sono netti, delineati con cura. Sono loro al centro dello spazio ristretto. Tante anime che alcuni tratti non confondibili ci ricordano provenienti anche da terre lontane: in loro la sofferenza appare come una traccia impressa nei geni e non solo una circostanza, un incontro sfortunato ed occasionale.
In fine sul fondo della sala, dietro uno dei vetri, sul giovane volto impercettibile un abbozzo di sorriso, o forse più realisticamente un cenno, una richiesta di complicità. Per riemergere sulla superficie, a noi, è sufficiente la lunga scalinata sotto le volte in pietra viva.

patrizio patriarca
mostra visitata l’11 novembre 2006


Andrea Pacioni – Anime
Roma, Galleria Santa Cecilia, Piazza di Santa Cecilia 16 (Trastevere)
Tutti i giorni 10.00-24.00, lunedì 10.00 – 19.30, domenica chiuso. Biglietto: ingresso libero. fino al 10 dicembre 2006
curatore: Maria Evangelisti
per informazioni, tel. 06 58334365
info@galleriasantacecilia.com
web : www.galleriasantacecilia.com


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